20/11/2019, ANNO 447QE, Hithiu (11)
L’indomani, il gruppo discute animatamente su quale debba essere la prossima mossa. Il ventaglio delle opzioni è molto ampio, ma la discussione viene interrotta da Pennic: a quanto pare un giovane ragazzo di nome Nurn si è palesato all’ingresso della Rocca per parlare con l’Elfa e la bella Dunadan. Al loro arrivo, il giovane è tenuto d’occhio da due guardie, quando inizia a parlare su gentile invito di Lutholinnad. Dice di essere un semplice figlio di allevatori della zona, che è stato contattato circa una settimana fa da due emissari di Langrian, all’indomani dell’attacco, affinché sorvegliasse l’accesso alla rocca e consegnasse questo messaggio verbale nel caso avesse visto giungere una Elfa e una Dunadan. Il suo servigio è stato pagato profumatamente e così ha accettato di buon grado il compito. Riferisce che Langrian teme per la sua stessa vita e si è così rifugiato nel villaggio di Hayholt, nelle vicinanze di Tarmabar. Vorrebbe incontrare Lutholinnad e Morwen perché ha delle informazioni per loro.
Considerato che ci sono tracce profonde di un pesante carro scortato da almeno 4 cavalieri che dirigono verso Ovest e che Hayholt, anch’essa è in quella direzione, la decisione è di mettersi in viaggio al più presto. Pennic invece tornerà con i suoi uomini ad Annúminas per fare rapporto ad Aravir e dare sepoltura ai corpi di Mardil e Colmund presso Caras Edain.
Il primo giorno di viaggio il gruppo scende le pendici delle colline, verso il fondo valle; lungo il bordo della strada un nugolo di dardi e frecce abbandonati, probabilmente caduti ad un arciere sbadato, attirano lo sguardo attento di Zathos, che ne raccogli uno. Raggiunta la via principale sul fondo valle il gruppo si prepara a trascorrere la notte all’aperto, dove la strada devia verso Ovest ed il fiume straripato, forma un acquitrino di fango e vegetazione che intralcia non poco la cavalcata. Lontano dalla via, la notte è fredda ma scorre tranquilla, fatta eccezione per un improvviso rumore di rocce smosse, che a qualche decina di metri attira l’attenzione di Lutholinnad, impegnata nel suo turno di guardia. Alle prime luci dell’alba, dopo una attenta ispezione, sono evidenti delle tracce di artigli sulle rocce ricoperte dai muschi. Evidentemente un grosso felino o forse un orso si è avvicinato al limitare dell’accampamento.
Si procede lentamente sulla strada allagata, quando un lieve frinire viene percepito da Zathos tutto intorno a loro, per poi diventare sempre più intenso ad ogni istante che passa. Senza indugiare oltre tutti cercano, presi da un brutto presentimento, di lanciare le loro cavalcature al galoppo. Ahimè Aelfwyne non riesce e rimane inchiodato sul posto, mentre il cavallo di Zathos, innervosito, si impenna e quasi disarciona il ranger.

In un batter d’occhio i due sono circondati e attaccati da un famelico stormo di cavallette giganti (Neekerbreekers). I loro colpi di spada, per tentare di liberarsi dall’assalto, colpiscono qualche creatura, ma ciò non è sufficiente. Sembrano essere sul punto di soccombere quando Lutholinnad riesce con un canto di pace a tirarli fuori dallo sciame di insetti. Questo però non è sufficiente poiché non appena si allontanano per cercare di fuggire, anche l’incantesimo dell’Elfa cessa di esercitare il suo effetto, dunque le voraci e fameliche locuste si gettano immediatamente sulla preda più vicina: ora è Lutholinnad il loro pasto prescelto. Rimasta indietro per aiutare i suoi compagni, è una figura appena visibile attraverso il nugolo di insetti che sciama intorno a lei.
