17/12/2019, ANNO 447QE, Hithiu (11)
Il gruppo decide di tornare all’indomani sui suoi passi e seguire le tracce del Troll fino alla sua tana. Dopo circa 4 ore di viaggio raggiungono un gruppo di colline rocciose, sul cui fianco si apre un passaggio, ostruito da un gigantesco masso. Le restanti ore
La notte nella locanda è tranquilla, ma non è facile prendere sonno dopo i recenti accadimenti. Zathos decide che è una buona occasione per una “passeggiata” notturna ed investigare meglio sulle tracce lasciate dal Dunlandiano nella recente fuga. Esce sul suo cavallo dal villaggio. Purtroppo la luce è scarsa e dopo pochi chilometri il ranger perde la pista del fuggitivo ed il cavallo ferito, tornando sconsolato ai suoi pensieri, nella sua piccola ma confortevole stanza.
Giunta l’alba il gruppo si ritrova per la colazione, il clima è teso, poche parole vengono proferite, ma tra una discussione e l’altra la decisione è di provare a seguire la pista più calda, ovvero raggiungere e catturare Langrian. Senza indugiare oltre, sotto un cielo autunnale plumbeo, mascherato da dense nubi scure, il gruppo si mette sulla stessa pista battuta la notte precedente da Zathos. Percorrono circa 20 Km verso Ovest, quando il ranger individua un passaggio attraverso il fiume, che conduce sulla sponda opposta e delle tracce di una cavalcatura, probabilmente il diversivo che gli era sfuggito durante la notte precedente. Attraversato il fiume, la foresta si fa intricata e gli avventurieri sono costretti a scendere dai loro cavalli; Aelfwyne, aiuta il ranger, ed intuisce che tra i rami piegati e le erbe calpestate vi è effettivamente stato un passaggio recente di qualcuno. Lutholinnad ricorda che i raminghi del nord sono soliti battere dei sentieri in boscaglie fitte come queste e mantenere dei punti di ricovero o dei rifugi, che possono essere utilizzati in casi di necessità, per non trascorrere le notti all’aperto. Suggerisce che molto verosimilmente Langrian conosce bene la zona e questi rifugi, e probabilmente si è diretto verso uno di essi.

Sentendo la preda vicina, Morwen utilizza un incantesimo che gli permettere di muoversi agilmente tra i rami, e così arrivando in cima scorge una radura non lontano da dove si trovano loro ora; la raggiunge volteggiando tra le fronde ed i rumori di una lotta in corso attirano ancora di più la sua attenzione: in basso a circa 30 mt, scorge Langrian circondato da due linci degli altopiani ed il suo cavallo ormai a terra, mentre altri tre felini che si cibano delle sue carni. Capisce da subito che se voglio catturare Langrian vivo, dovranno aiutarlo.
Mente Morwen scaglia un paio di frecce ed Aelfwyne si appresta ad attaccare una delle linci, Zathos lancia il suo cavallo al galoppo nella mischia per creare un diversivo. Il cavallo attraversa la radura, sbaraglia nella carica i suoi ostacoli e sbalza a terra Langrian ed una lince. Pochi secondi dopo una gigantesca roccia attraversa l’aria della radura e si abbatte sulle tre linci che stavano banchettando, mutilandole e schiacciandole in uno scroscio di sangue. Pesanti passi fanno vibrare il suolo, una gigantesca creatura umanoide alta circa 4 metri dalla pelle scura come la terra, zanne paurose ed un rozzo martello lungo quasi 2 metri, irrompe correndo verso la radura. I momenti che seguono sono frenetici: Lutholinnad coraggiosamente in groppa al suo destriero si lancia al centro della radura per trarre Langrian in salvo, che era stato atterrato. Aelfwyne e Kelkian battono in ritirata, vedendo che comunque Lutholinnad ha avuto successo nel recuperare il loro uomo, e Zathos si mimetizza nella vegetazione circostante osservando e controllando la ritirata dei compagni, così come Morwen dall’alto.
Langrian dimostra ancora una volta di meritare la pessima fama che ha, così puntando il pugnale al fianco di Lutholinnad che lo ha tratto in salvo, la “invita” a cavalcare il più velocemente possibile. L’Elfa prova così a gettarsi da cavallo e trascinare l’uomo a terra con sé, ma Langrian resiste in groppa. Kelkian riesce con il suo cavallo ad affiancarsi ai due, gettando il dunlandiano a terra; sopraggiunge Aelfwyne, che con un poderoso colpo con il piatto della spada lo mette definitivamente K.O.
Nella radura intanto Morwen, dopo aver utilizzato un incantesimo di blocco per rallentare le azioni del Troll, si ritira insieme a Zathos e raggiunge i compagni. Decidono saggiamente di levarsi da mezzo la boscaglia, attraversare di nuovo il fiume e trovare un posto appartato per interrogare il prigioniero ora alla loro mercé.
Langrian vuole contrattare una via d’uscita conveniente per lui in cambio delle informazioni in suo possesso, ma il gruppo non sembra disposto a trattare. Lutholinnad si allontana, spaventata dall’idea di dover di nuovo assistere a scene di violenza e tortura. Langrian però viene convinto a confidarsi con il suo “amico” Kelkian, che con un incantesimo di fascino riesce ad ottenere la fiducia e l’amicizia del duro guerriero. Il dunlandiano si lascia dunque andare, rispondendo alle domande del suo amico e i suoi compagni, rivelando: era impegnato in un compito di routine nell’esplorare le terre circostanti Barad Garan, quando allarmato dai segnali di un attacco alla rocca e dalle alte fiamme è tornato, non avendo però il tempo di poter intervenire nella strage ormai consumata, né le forze necessarie. Trovatosi circondato dagli attaccanti superstiti ha dunque contrattato per la sua vita, visto che ormai tutto era perso e questa era l’unica cosa che gli restava. Il Cavaliere a capo degli assalitori, descritto come un uomo di circa 180-190 cm in armatura completa, indossava un elmo che gli copriva completamente il volto, con una vistosa criniera bianca, gli concesse una ricca ricompensa. Gli avrebbe riempito le tasche con 100 MO a patto che fosse riuscito a trovare coloro che erano sopravvissuti al massacro e avrebbero potuto sapere qualcosa o avere informazioni riguardo l’attacco stesso. Per aiutarlo nel suo compito gli diede anche il plico, ovvero il “messaggio” per Aravir con il sigillo di Mardil, da utilizzare come esca nel caso ce ne fosse stato bisogno. Un altro dettaglio rimase impresso a Langrian ovvero la voce del Cavaliere, di un uomo o meglio un giovane uomo, istruito, ma roca e profonda, interrotta da frequenti spasmi di tosse, come se qualche sorta di malanno lo affliggesse.
Langrian ha seguito i termini dell’accordo, con la speranza di poter riscuotere senza troppe complicazioni la sua ricompensa nel piccolo villaggio portuale di Emmettin, sul fiume Lhûn, a lavoro completato. Ha così attirato, servendosi del giovane Nurn, senza troppe difficoltà il gruppo ad Hayholt, il villaggio in cui è nato ed in cui poteva contare sull’aiuto di uomini a lui fedeli, ed il resto è storia nota.
Kelkian: Prendendo i miei compagni in disparte, abbassai la voce dissi: “Non possiamo lasciar vagare quel troll, è troppo pericoloso” Lanciai un’occhiata a Langrian e poi tornai dai miei compagni. “Posso provare a convincerlo ad aiutarci, almeno siamo una persona in piú.” Poi mi rivolsi a Zathos: “Come te la cavi nel costruire trappole?”
Aelfwyne: “anche io sono d’accordo a riprovarci con il troll anche se per motivi un po’ più prosaici. L’unico dubbio quanto manca prima che finisca quella cosa che Kelkian ha fatto a Langrian? Non vorrei che finisse in mezzo al combattimento con lui una spada in mano…”
Zathos: Zathos, in silenzio, ascolta la discussione tra i due mentre giocherella con un sasso bianco raccolto da terra. Dopo aver guardato tutto il gruppo, butta il sasso lontano e dice “…Ancalimon ci è sempre sfuggito perché abbiamo temporeggiato e perso tempo sia per nostra scelta che per il caso. Non è questo il momento di effettuare una caccia al Troll. Dobbiamo battere l’unica pista che abbiamo prima che sia troppo tardi”
“Dobbiamo recarci alla villa menzionata dal coglione. “Zathos indica Langrian “e sono convinto che possiamo sfruttarlo per guadagnare terreno per una volta”.
Kelkian: “A questo punto direi di votare…” Dissi ai miei compagni. “Siamo un gruppo civile e finora abbiamo sempre preso le decisioni insieme, anche se sbagliate…Ma in momenti come questi non ci resta che votare, come abbiamo fatto col mulino…Altra decisione sbagliata” Finii la frase con tono d’imbarazzo, perché ho sempre insistito con quel cavolo di mulino, in cui saremmo potuti morire inutilmente.
“il mulino è stato sbagliato ma ce ne siamo accorti solo dopo. Prima di scegliere ci sembrava l’unica possibilità per trovare Ancalimon. Non ci siamo recati al mulino in cerca di tesori. Qui stiamo decidendo tra il trovare tesori e proseguire sull’unica pista che abbiamo. A mio avviso non abbiamo scelta se non recarci alla villa. Col troll oltre il tempo potremmo persino perdere anche ben altro. “
Zathos: vedete Zathos farsi stranamente serio all’ultima frase
Kelkian: “Abbiamo bisogno di tesori, in modo da permetterci equipaggiamento migliore, non sguazziamo nell’oro…In queste condizioni non saremmo in grado di affrontare una minaccia così grande. Non dimenticare che c’è qualcosa di più potente che tira i fili…” Sorrisi da dietro la maschera che copre il mio viso.
“Magari acquistiamo anche fama e favori ad Hayholt, se ci presentiamo con la testa di un troll”. Feci l’occhiolino al mio amico, speranzoso di convincerlo.
…PBC

