SESSIONE 36

10/03/2020, ANNO 447QE, Girthron (12)

Prosegue l’esplorazione della cripta, così come le azioni scellerate di Lutholinnad, la quale precipitandosi incautamente in una stanza inesplorata incappa in una tana di giganteschi ragni che assale il gruppo di sorpresa. Viene coraggiosamente difesa dai suoi compagni, nonché dall’haradrim, che rischiano la vita per lei. L’Elfa nel bel mezzo dello scontro perde coscienza a causa del morso velenoso di uno dei ragni e per poco viene trascinata via, se non fosse per Kelkian, che con un dardo di energia trafigge il ragno uccidendolo sul colpo. Le altre creature sono, non con pochi sforzi, sopraffatte da Aelfwyne, Zathos e l’haradrim, Abdà.

Quando rinviene Lutholinnad ha uno sgradevole confronto con Zathos, che prima la schiaffeggia e poi non contento le punta un pugnale alla gola, intimandogli di cessare con questa follia, che rischia di mettere a repentaglio l’intera spedizione e le vite dei suoi compagni.

Pietra del Sole

Proseguendo nel resto del sotterraneo trovano anche una cripta secondaria, che ospita i corpi di una donna ed un uomo di razza elfica, riccamente vestiti; nonché una stanza ben chiusa, dove giace incustodito un ingente bottino in monete d’oro e gemme, oltre a degli oggetti magici di sicuro valore: tre pergamene contenenti incantesimi, un paio di guanti elfici in cuoio scuro finemente lavorati ed una Pietra del Sole.

Dirigendosi verso quello che sembra l’ultimo angolo inesplorato della cripta, il gruppo percorre un lungo corridoio in nuda pietra che reca finemente incise tutte le costellazioni con le stelle unite da linee e, accennate, le figure che dovrebbero rappresentare sulla volta celeste. Tutti rimangono più o meno affascinati dall’atmosfera arcana e surreale che qui domina. In fondo al corridoio una scalinata che scende ancora più in profondità: nella stanza in cui giungono c’è un massiccio portone in bronzo, chiuso e all’apparenza inamovibile. Al suo fianco un piedistallo in pietra, con l’alloggiamento per una serie di 4 piastrelle ottagonali in ceramica, posate sul suolo, raffiguranti le 4 stelle: Helluin, Ecla, Carnil e Néner. Sul portone una sequenza di simboli scolpiti in basso rilievo, rappresentano le medesime stelle, ma in diverse configurazioni.

Portale di Telperion

In pochi istanti Morwen intuisce l’enigma che si nasconde dietro l’accesso al portale: inserisce senza esitazione le 4 piastrelle nel piedistallo, seguendo la sequenza e l’orientazione corretta degli astri rappresentati. La grande porta si apre, gemendo sui cardini per l’imponente peso del metallo in movimento.

Attraverso le ante della porta, penetra una luce bianca, intensa, calda e rassicurante, che come un accogliente abbraccio investe la stanza e l’intero gruppo.

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