22/04/2020, ANNO 447QE, Girthron (12)
Dopo essersi lasciati sfuggire Urshnora, il gruppo prosegue verso attraverso la fitta vegetazione seguendo il sentiero che discende verso la spiaggia, dove in compagnia di Colmund, sperano di imbarcarsi sul galeone Haradrim.
Sono sorpresi nel tragitto e vengono bloccati da Din Ohtar, accompagnato da Urshnora che minacciosamente trattiene gli ostaggi (il cucciolo Grommash e Cesar) minacciandoli di morte. Il guerriero oscuro propone uno scambio: la vita dei due per il diario di Valglin. Il gruppo si spacca: Lutholinnad propone a Zathos di consegnare il diario, Morwen invece vorrebbe tenerlo. Zathos cede all’idea del compromesso col nemico, ma anziché consegnare il diario, invita a Din Ohtar di venire a prenderselo, lanciandolo dietro di sé. Irritato da quella che sembra un gesto di sfida e derisione, Din Ohtar avanza deciso, con spavalderia, ingaggiando battaglia e assalendo Zathos ed Aelfwyne.

Nella confusione de combattimento il diario viene preso da Morwen che inizia a fuggire intenzionata a gettare il diario in mare. Intanto il gruppo reagisce e si scatena il massacro: il cavaliere oscuro, vuole il diario e sollevandosi magicamente in volo, si proietta all’inseguimento di Morwen, mentre frecce e fendenti sembrano non causargli alcun danno, dissolvendosi a contatto con il suo corpo. Lutholinnad, mette alle strette la maga rimasta nuovamente sola e cerca di convincere Urshnora di consegnare gli ostaggi e redimersi, ma le trattative vanno male. Urshnora confessa di aver raccontato tutto a Din Ohtar per avere salva la vita e che se anche lui non dovesse venire in possesso del diario è al corrente che Lutholinnad ne conosce il contenuto esatto. In questo momento la conoscenza dell’Elfa è preziosa e allo stesso tempo pericolosa, quanto il diario stesso. Urshnora, dopo aver fatto capire che non c’è nulla che possa fermare il potere del cavaliere e del male che lo indirizza, scaglia indietro Lutholinnad con un incantesimo, e tenta la fuga con gli ostaggi.
Intanto Morwen è raggiunta da Din Ohtar: sono faccia a faccia e alla ragazza non rimane che consegnare il diario e fuggire in preda al terrore. Tutto sembra perduto, il cavaliere ha ottenuto ciò che vuole, ma non ha ancora fatto i conti con chi, sopraggiunto, è disposto a sacrificare la vita affinché l’importante manoscritto non cada nelle mani sbagliate. Aelfwyne, dopo aver ridato la spada a Colmund, attacca lo spettro, insieme a Zathos che scaglia frecce dall’alto di un albero.
Il combattimento è serrato, ma il primo a pagarne il caro prezzo è Colmund: Din Ohtar riserva al traditore un trattamento speciale. La lama Morgul, sguainata pochi istanti prima, trafigge il braccio che regge l’arma e spezzando l’osso, si conficca profondamente nelle carni, per poi dissolversi. Il giovane Dúnadan cade a terra, probabilmente questa volta non vedrà più il sole sorgere.
Ciò nonostante il coraggio di Aelfwyne regge durante lo scontro, e il duello stenta nel dichiarare un vincitore. Un colpo potente stordisce Din Ohtar, che indietreggia e si mette sulla difensiva. Aelfwyne, il guerriero di Bôzisha-Dâr, sguaina Elèna Magor, tentando il tutto per tutto, con la speranza che la magia elfica possa rispedire l’essere nelle tenebre…
Lutholinnad, dopo essersi ripresa, insegue Urshnora finché non riesce a placcarla gettandosi su di lei. Rotolando nella polvere, l’una sull’altra si scatenano in una rissa furibonda in cui Lutholinnad sembra avere la peggio, pugnalata ripetutamente dalla haradrim, finché Morwen, allontanatasi definitivamente dallo spettro ed in cerca della sua amica, non interviene lanciando un dardo mortale verso la maga. Il tiro è superbo, la freccia la colpisce da dietro su un fianco e gli penetra un rene. La ragazza muore in una terribile agonia, veramente triste a vedersi. I tentativi di salvarla sono vani e dopo qualche secondo Morwen, impotente, decide di mettere fine a quello strazio disumano.

Dall’altra parte del campo di battaglia, a qualche centinaio di metri di distanza, Zathos e Aelfwyne tengono testa al cavaliere nero per miracolo, schiacciati dalla sua potenza e dall’impressione che i colpi inferti non causino alcun danno. Le sorti dello scontro si ribaltano però improvvisamente:
Aelfwyne affonda con maestria la lunga lama elfica nel petto dello spettro.
Un urlo acuto e lancinante attraversa l’aria e la lama, dapprima incastrata nelle carni dell’essere, è improvvisamente libera. Il corpo trafitto si dissolve nel nulla assoluto, mentre gli oggetti terreni, si afflosciano e cadono al suolo, senza più un corpo rimasto a sostenerne il peso. Din Ohtar, uno degli esseri più terribili che fino a qualche istante prima camminavano sulla Terra di Mezzo, è stato sconfitto.

Epilogo
Morwen parla con Lutholinnad cercando di riconciliarsi con lei… le spiega del perché ha agito così (anche del fatto che fosse stata forse influenzata). Inoltre le dice che una cosa non hanno ancora scoperto, è come Din-Ohtar entrasse nei loro sogni, trasformandoli in incubi…. Forse questo li aspetta, scoprire l’oscuro potere che gli consentiva di violare un intimo momento altrui.
Lutholinnad: “Ti chiedo scusa anche io, purtroppo in certi momenti ho come dei lampi di buio in cui non riesco a fidarmi di nessuno… e se con voi sono costretta a fidarmi, gli estranei come quel haradrim non li tollero. So che quando ci si trova in luoghi di potere come questo, in situazioni limite come questa, con artefatti potenti e nemici apparentemente invincibili sia difficile mantenere consapevolezza di sé e delle proprie azioni. Ma sono felice che siamo riusciti a venirne a capo. -Lutholinnad fa due passi zoppicando, poi si lascia cadere a terra sfinita e piange sfogando la tensione accumulata negli ultimi giorni quando le lacrime si esauriscono riprende a parlare- Ora comunque dobbiamo aggiornarci, riprenderci e svignarcela. Dobbiamo decidere se andare subito alla ricerca degli altri anelli e poi cercare un modo per distruggerli o viceversa. Adesso mi sento a abbastanza tranquilla da parlare con voi del contenuto del libro e delle mie deduzioni, ma lo voglio fare con tutti gli altri presenti“
Aelfwyne si avvicina agli altri poi lentamente si siede sul prato, con le spalle appoggiate ad un albero troppo stanco per parlare e troppo meravigliato per essere ancora vivo. Le ferite lungo il corpo denotano la difficoltà dello scontro con Din-Ohtar, sicuramente il più duro che il ragazzo abbia mai dovuto affrontare, mentre nella la mente riecheggia ancora il grido finale di morte dello spettro. Poi prende il Diario e lo porge a Lutholinnad: “ tieni Luth, questo alla fine è meglio che lo prenda tu. Mi dispiace per Colmund alla fine ha espiato le sue colpe senza di lui non so come sarebbe andata”
Morwen alla notizia della morte di Colmund, si avvicina lentamente a Lutholinnad e poggia il volto sulla sua spalla, le lacrime scorrono copiose… “è una maledizione, viviamo per piangere i morti… Non è questo che cercavo, non è questo che volevo… I loro volti avevo giurato di non dimenticarli, ma oramai si confondono nella mia memoria e questo è ucciderli di nuovo“
Lutholinnad: “La memoria che abbiamo di loro diventerà storia, verrà scritta su un libro per fare in modo che le generazioni future si ricordino di cosa significhi morire per un ideale o a causa di esso. In ogni caso ciò che ci deve preoccupare è il presente, perché se siamo qui sulle nostre gambe ora, lo dobbiamo a chi ha donato la vita per farci andare avanti. Il presente ci richiede di studiare questo libro, decifrare il suo contenuto e decidere cosa farne.”
Il volto più mesto è forse quello di Kelkian. Gli eventi lo hanno scosso più di ogni altri e tristemente comunica ai suoi amici che dedicherà i prossimi tempi allo studio e agli eventi su cui anche Cezar si era soffermato a studiare presso Acquaquieta. E’ remissivo e silenzioso quando comunica che lascerà il suo gruppo per unirsi allo studioso in una attività che forse rientra più nel suo spirito, almeno per il momento…
