SESSIONE 42

29/04/2020, ANNO 447QE, Girthron (12)

Il gruppo riesce dunque a convincere il capitano del Tumlaar, il vascello haradrim con cui era giunto Colmund, a riportarti al porto dove sono salpati, pagando una cospicua cifra di 15 MO a testa. Il viaggio, ormai in inverno inoltrato, si dimostra più lungo del previsto a causa delle forti correnti e del mare molto agitato.

Giunti sulla costa del golfo di Lhûn, il gruppo recupera le proprie cavalcature e ripercorre a ritroso la strada che li ha condotti fin qui: sulla via Kelkian e Cezar si congedano, facendo ritorno ad Acquaquieta. Presso Tarmabar (ora sotto l’amministrazione della giovane Mira Tarma), il villaggio natale di Morwen, la Dúnadan rivisita i luoghi della sua infanzia e la casa dove è cresciuta con la sua famiglia, ormai abbandonata e regno incontrastato di piante selvatiche e rampicanti; decide dunque di acquistare la proprietà e affidarla alle cure di Moldric, un brav’uomo, un carpentiere che si occuperà di rimetterla in sesto, di curarla in sua assenza e occuparsi della proprietà, che è situata a pochi passi da un piccolo tempio per il culto di Oromë.

Infine, venti giorni dopo essere salpati dall’isola di Valglin, giungono nuovamente in Annúminas.

Qui ritrovano l’amica fraterna di Aelfwyne, dama Idril e in una udienza privata con Lord Aravir, confidano tutti gli avvenimenti e le sfide che hanno dovuto affrontare da quando lasciarono in fretta la capitale, in un inseguimento senza sosta sulle tracce di Amarth. Purtroppo il mercante, il cui vero nome è Ancalimon, gli è sfuggito e si è dileguato nel Nord. Colmund è morto, cremato sulle rive dell’isola di Valglin e con lui si spegne l’onorata stirpe di Lord Mardil. Il giovane Dúnadan ha parlato nei suoi ultimi momenti di vita di movimenti di orchi nel Rhudaur, gli stessi orchi che grazie a Din Ohtar, lo aiutarono nella strage di Barad Garan (vedi Sessione 40).

Aravir è incerto sul da farsi e con saggezza ammette la sua inadeguatezza di fronte ad una situazione che capisce essere più grande di tutti loro. È sicuro che queste informazioni dovranno essere comunque trattate con la massima segretezza e confidate solo a pochi fidati. Non impone comunque nessuna decisione in merito al Diario di Valglin, l’Anello di Fendomë e l’anello di Din Ohtar (p.s. intanto Aelfwyne ha notato che l’anello, una semplice banda in acciaio, ha mutato il suo colore da nero brunito a blu accesso).

Starà al gruppo decidere su come gestire questo fardello. Su una cosa però Aravir sembra essere convinto: gli Anelli Minori stanno tornando a giocare un ruolo decisivo in questa storia e negli anni che seguiranno.

Di primaria importanza sarà recuperarli e impadronirsene prima che lo faccia la Negromante, l’elfa di cui Lutholinnad, ha finalmente confidato ai suoi amici l’esistenza e le fattezze, percepite durante la sua Visione…

Ora anche gli altri sanno che lei possiede il Carlhach, il settimo anello, la Fiamma Rossa Fluttuante, e così come si è impossessata di questo, sposterà il suo sguardo sui restanti sei.


La Negromante

Aerendyl

Nei giorni successivi che trascorrono nella tranquillità della capitale, Idril dice di aver conosciuto in questi giorni un elfo presso la ricca biblioteca, un silvano, proveniente dal Bosco degli Erranti (tant’è vero che poi il suo volto apparirà famigliare alla stessa Lutholinnad), che sta portando avanti degli interessanti studi di magia elementale. Con il tempo la ragazza ha imparato a conoscerlo ed è convinta che le sue capacità possano aiutare e proteggere il suo amico Aelfwyne ed i compagni di viaggio. Il suo nome è Aerendyl.

Per evitare qualsiasi rischio, Morwen e Lutholinnad lo sottopongono alla prova della Luce Vera e l’elfo si dimostra scevro da malvagità, secondi fini e menzogne. Messo a conoscenza dalle due ragazze su ciò che hanno affrontato fino ad ora e su cosa probabilmente li aspetterà, Aerendyl confida che sarebbe contento di aiutarle nel prossimo viaggio che le attende. Decidono quindi che, dopo aver portato a termine tutti i preparativi, seguiranno gli indizi riportati sul Diario riguardo uno degli anelli minori, che nelle ere che seguirono la sua forgiatura, potrebbe riposare nelle zone selvagge del Rhudaur.

Voorima (S. “Eternità “)

Per secoli sotto le rovine del Rhudaur si celerà, il pavido re ammalierà e la sua lama adornerà, finché la scintilla della disperazione infine accenderà’

dal Diario di Valglin

Nonostante le insistenze di Morwen per custodire l’anello, Zathos crede che sia più al sicuro con lui e lontano dal gruppo e da Lutholinnad, decidendo così di allontanarsi e far perdere le sue tracce tra la fervente umanità che ha ripopolato Annúminas. Sarà ben controllato e protetto, nel caso fosse necessario, dagli agenti di Lord Aravir.

Il gelido inverno del Rhudaur (S. “Foreste Orientali), terra racchiusa tra i fiumi Mitheithel (Fiume Bianco) e Bruinen (Rombirivo), abbandonata a sé stessa, agli eterni conflitti tra gli Uomini delle Colline ed i Dunlandiani usurpatori, infestata da Troll e lupi (vedi Pinnath Tereg, “Bosco dei Troll”), attende. Un traghetto li condurrà verso sud lungo il Brandivino, per poi proseguire a cavallo lungo la Grande Via dell’Est, oltre Brea e Collevento, fino ad attraversare l’Ultimo Ponte prima di entrare nel Rhudaur.

Mappa dell'Eriador

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