12/05/2020, ANNO 448QE, Narwain (1)
Dopo quattro giorni di navigazione sulle agitate acque del Brandivino, il traghetto sbarca il gruppo con le loro cavalcature presso un molo, parecchio trafficato, a poche centinaia di metri dal ponte in pietra a tre arcate; la Grande Via dell’Est è movimentata, ma la maggior parte dei convogli sono diretti a sud, verso la Terra di Buck. Dopo cinque ore di cammino verso est e aver costeggiato il limitare della Vecchia Foresta, ora il paesaggio cambia e mostra il profilo delle colline a sud, le rinomate Tumulilande. Aerendyl e Aelfwyne conoscono bene l’aurea di mistero e la mitologia che circondano questi luoghi.

Le Tumulilande, note anche come Tyrn Gorthad, sono una zona collinosa situata nella regione dell’Eriador nella Terra di Mezzo in quello che era l’antico regno del Cardolan. Le tumulilande si estendono tra la Vecchia Foresta e Brea, e sono punteggiate da diversi tumuli funerari alcuni risalenti addirittura alla Prima Era, altri più recenti e luogo di sepoltura di grandi Re e nobili Dúnedain.
Si tratta di una brughiera caratterizzata da diverse colline che, probabilmente sia a causa della conformazione del territorio e anche dagli antichi incantesimi lanciati secoli or sono dal Re Stregone, è spesso ricoperta di una fitta nebbia. Come si evince dal nome le colline sono punteggiate da tumuli funerari.
Dopo l’invasione di Angmar, il Re Stregone, per vendicarsi della resistenza oppostagli dagli abitanti della regione, evocò crudeli spiriti maligni che presero possesso delle antiche tombe, divenendo noti come Spettri dei Tumuli, i quali resero la zona estremamente pericolosa per i viaggiatori sprovveduti.
Il gruppo è in viaggio da ore ormai quando avvista in lontananza un uomo a cavallo, fermo a un paio di miglia a sud della via, sulle colline. Nonostante la distanza lo straniero sta osservando attentamente gli avventori o almeno il gruppo ha questa sgradevole sensazione. L’uomo è lontano e anche se non indossasse il pesante mantello grigio con cappuccio, non si potrebbe ugualmente scorgere né il suo volto né alcun altro particolare. Non appena i PG si muovono, per procedere verso Brea, lo straniero abbandona la singolare immobilità voltando il cavallo ed allontanandosi con calma tra le basse colline del Cardolan. Cosa ci fa un uomo, da solo, in quel luogo?
Indecisi se seguire o no l’uomo, la decisione finale è quella di proseguire.
Il viaggio è di nuovo interrotto dall’avvistamento di una minuta linea di fumo. Avvicinatosi il più possibile, ben presto il gruppo scopre in lontananza alcuni carri ancora fumanti abbandonati sulla via. Attorno non c’è anima viva, eccezion fatta di un Elfo silvano, intento ad ispezionare il luogo ed a giudicare dallo stato dei mezzi, l’attacco deve aver avuto luogo non più di un’ora prima dell’arrivo. La carovana era composta da tre carri coperti e non ne è oramai rimasto molto. I timori si rivelano fondati quando il gruppo è abbastanza vicino da poter scorgere i corpi degli uomini della carovana: sei, tutti uomini, armati alla leggera e con armature di cuoio.

Questi uomini non sembrano comuni viaggiatori o mercanti: le casse, perlopiù aperte e gettate tutt’attorno, lasciano intravedere abiti femminili destinati probabilmente a qualche mercante della Terra di Brea, tuttavia l’impressione che il gruppo ha è che quegli uomini fossero perlopiù di scorta al carico, seppur così modesto.

Nonostante il timore di una imboscata e comunque ancora sospettosi dell’onestà dell’elfo, Aelfwyne lo approccia, coperto alle spalle da Morwen che prepara il suo arco con malcelata diffidenza. L’uomo, il cui nome è Vuduin, si dice essere sulle tracce di un gruppo di circa 4 dozzine di orchi provenienti da Rhudaur. Originario dei boschi al limitare di Gran Burrone, ha ricevuto incarico da uno dei capi scout della sua comunità, Sidhellion (vedi SESSIONI II – V), di seguire quel gruppo ed indagare su cosa li stia muovendo e quale sia il loro fine. Aelfwyne e i suoi compagni si rilassano, capendo che non hanno a che fare con un sanguinario assassino e che il massacro è stato piuttosto perpetrato da un gruppo di banditi o forse, come dice Vuduin, proprio da degli Orchi.
Le intenzioni del silvano sono quelle di proseguire nella sua missione e seguire le tracce degli assalitori, mentre Aelfwyne, Morwen e Aerendyl concordano che potrebbe essere una pista interessante anche per la loro ricerca, inoltre credono che qualche superstite possa essere stato catturato e portato via vivo.
Riuscendo ad esaminare più attentamente la scena, si scopre che i cavalli sono stati portati via, probabilmente assieme a parte del carico rubato, verso Sud. Morwen insiste per seppellire i cadaveri più velocemente possibile e riprendere la via, ma il tempismo è essenziale e così si accontenta di ordinare i corpi e pregare per le loro anime in modo sbrigativo. Più a Sud il paesaggio diventa meno lineare e le basse colline, diventano qui più marcate man mano che ci si avvicina alle Tumulilande. Le tracce dei cavalli, abbandonando la strada ed inoltrandosi tra i colli dove l’erba alta e le rocce potrebbero costituire un vantaggio decisivo per eventuali assalitori, sono sempre più difficili da seguire.
Durante il cammino, guidati da Vuduin, questi spiega di come il gruppo di Orchi si sia diviso pochi giorni prima: un numero più sostanzioso si diresse sulle colline del Cardolan settentrionale (dove sono ora diretti loro), mentre uno meno nutrito si è diretto a nordovest, unendosi a un gruppo di Uomini delle Colline, verso la Grande Via dell’Est. È proprio questo secondo manipolo su cui cadono i sospetti dell’elfo riguardo all’assalto ai carri.
Proseguendo, la pista conduce verso il cuore delle colline del Cardolan settentrionale, le quali ora diventano sempre più alte e stringono il gruppo da ambo i lati, minacciosamente. Dopo quasi un’ora di viaggio, oltre un basso costone di roccia, Aerendyl scorge la punta di tre picche dietro alcuni massi, probabilmente delle sentinelle appartenenti al gruppo di banditi che hanno assalito il piccolo convoglio.

Vuduin si offre di andare in avanscoperta furtivamente, mentre Aerendyl “scompare” letteralmente alla vista degli altri e segue il suo “fratello” silvano, a pochi passi di distanza. Scalato il costone di roccia, alto circa 2 metri, Vuduin è assalito da tre Orchi ben appostati e preparati a ricevere l’intruso.
Una freccia saetta nell’aria e ferisce l’elfo al costato. La situazione è drammatica, solo e stordito questi indietreggia, temporeggiando e attendendo che Morwen o Aelfwyne intervengano per aiutarlo. Aerendyl dal canto suo non indugia un istante e dopo aver anch’esso attaccato con l’arco, scatena un muro di fiamme che ustiona gravemente uno degli orchi e blocca il passaggio ad un secondo.
Sopraggiunge finalmente Aelfwyne, che con un colpo letale, trancia la gamba ed uccide uno degli orchi, il secondo orco è ucciso da Vuduin con una carica ed un colpo di lama che gli trafigge il cranio attraverso l’occhio.
L’ultimo orco, già spaventato dalla magia di Aerendyl e dalla morte dei altri, tenta di fuggire, ma dando le spalle ai suoi nemici, altro non fa se non decretare la sua ineluttabile fine.
Esaminando i corpi Aelfwyne trova la conferma dei suoi sospetti e di quelli degli altri…sul cuoio del corpetto di uno degli orchi è stato grezzamente inciso a fuoco un simbolo che torna familiare: le fattezze grezze lasciano comunque capire che si tratta di un Serpente Nero con 9 stelle (vedi SESSIONE XXI).
