01/09/2020, ANNO 448QE, Narwain (1)
Il gruppo si prende un giorno per sostare a Brea e prepararsi al lungo viaggio che li attende, nonché alle condizioni di freddo estremo che troveranno nel Rhudaur. Meneldir, il capitano della guardia cittadina, ringrazia Morwen, Lutholinnad e i loro compagni per i servigi prestati nel risolvere il mistero del Mostro di Arceto e per aver scovato coloro che hanno compiuto l’efferato assalto al convoglio di Purdin il mercante, pochi giorni prima. Il sindaco, Rory Heathertoes, gli garantisce che a Brea saranno sempre i benvenuti e il loro aiuto non verrà di certo dimenticato.
Zathos è invece “rapito” dall’idillio del paesino di Arceto e dalla bella Eyleene: decide di stabilirsi e provare a costruirsi qui una nuova vita, mentre Aerendyl decide di continuare per la sua strada, senza troppe spiegazioni si allontana scomparendo letteralmente nel nulla.
Acquistate delle cavalcature, il gruppo si incammina lungo la Grande Via dell’Est, verso le Colline dei Troll (S. “Pinnath Tereg”), la prossima tappa è l’Ultimo Ponte sul Fiume Grigio. Dopo un giorno di viaggio hanno la possibilità di riposare presso l’ultimo avamposto abitato della contea di Brea, la Locanda Abbandonata.
Il nome rispecchia lo stato di degrado e abbandono della struttura, ma offre un posto caldo e un letto in cui trascorrere la notte, quindi tutti sono d’accordo nel sostare qui.

Il locandiere è molto felice di avere degli ospiti inaspettati visti i magri affari che si fanno in questa stagione. Intuendo lo spirito “avventuroso” del gruppo, li imbecca su qualche storiella e leggende di tesori, informandoli che di recente un gruppo di nani si è fermato presso la sua locanda diretti anch’essi verso Est. Diversamente dai soliti mercanti delle Montagne Nebbiose, erano ben armati ed equipaggiati, sembrando a loro volta degli avventurieri in cerca di fortune facili.
È per puro caso che ha udito le storie che i nani hanno sguaiatamente cantato dopo qualche boccale di troppo di birra. Farfuglia qualcosa riguardo una canzone intonata dai cinque, che ricorderà in pieno solo dopo aver ricevuto qualche moneta d’argento per rinfrescare a sua memoria. Queste sono le strofe che ripete:
A guardia dei fiumi,
Sotto la rocca tortuosa eretta dai Re,
Giace lo specchio d’acqua infestato.
Nell’acqua che ribolle,
Dove le tenebre regnano, giorno e notte,
Riposa la bestia corazzata
Che dorme sopra la porta
Che cela il cuore di Re Broggha,
La fortuna della nostra terra.
Lasciata la locanda, il viaggio prosegue senza intoppi, ma sotto la pioggia incessante. A metà del sesto giorno, le rovine della torre vedetta di Amon Sûl sono in vista; questa si trova a circa metà strada tra Brea e l’Ultimo Ponte, la porta d’ingresso presso l’Angolo dell’Eriador.
Lungo la strada verso Est, Aelfwyne intravede in lontananza grazie all’aiuto del suo cannocchiale un carretto e due persone in difficoltà, un uomo e una donna. Un grande tronco si è abbattuto sulla Via e i due hanno tentato di aggirarlo, finendo inevitabilmente nel pantano ai bordi della strada e rimanendo qui bloccati.
Senza troppi indugi, il gruppo di palesa ai due poveretti, offrendogli aiuto per spostare il tronco e spingere di nuovo il carretto sulla strada. Due cavalli vengono legati al tronco per trainarlo, aiutate da Aelfwyne e dall’uomo, un ragazzo giovane e robusto.
Improvvisamente e senza alcun avvertimento, una mezza dozzina di frecce fende l’aria, andandosi a piantare in maniera precisa ai piedi di Aelfwyne e Morwen. L’uomo, anch’esso sfiorato dalla salva mortale, indietreggia spaventato e invita tutti alla calma, intuendo che sono caduti tutti in una imboscata. Avanzano dalla strada 3 briganti minacciosamente armati di spada mentre l’uomo, il proprietario del carretto, invita gentilmente Morwen e compagni a deporre le armi, presentandosi con il nome di Cormac, avverte: “Eowic ed i miei uomini faranno in modo che la prossima salva giunga a bersaglio. Consegnatemi parte dei vostri averi e non vi sarà fatto alcun male”.


Credendola forse una minaccia vuota, il gruppo reagisce per tutta risposta imbracciando le armi. Vuduin riesce ad uccidere uno dei balordi con un preciso colpo scoccato dal suo arco, ma Aelfwyne è colpito quasi a morte da una freccia che gli trapassa l’addome e lo lascia in una pozza di sangue. Con il suo uomo più forte a terra esanime e dopo qualche schermaglia verbale, il gruppo è costretto con riluttanza ad arrendersi, mentre Morwen cerca di salvare la vita ad Aelfwyne, che non riesce a riprendere conoscenza.
Come promesso Cormac e la sua banda si impadroniscono di gran parte delle monete e dei gioielli del gruppo, lasciando dietro equipaggiamento riconducibile al legittimo proprietario ed oggetti ingombranti. Si allontanano con tranquillità lungo la strada verso Ovest, lasciando illesi gli sventurati viaggiatori come promesso.
