27/10/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Con ardore e piglio Lutholinnad spinge il gruppo a non mollare l’inseguimento, poiché il timore è che Mendlewort possa far perdere le proprie tracce e dileguarsi attraverso una uscita secondaria. Così prosegue l’esplorazione della caverna, senza ulteriori sorprese. La grotta si dirama verso Nord e verso Ovest.

Vuduin guida il gruppo con esperienza e decisione verso il passaggio ad Ovest. Lungo il percorso trovano degli strani esemplari di funghi che emanano una fluorescenza naturale: Aelfwyne ne raccoglie alcuni di due tipi diversi (2+2 usi), mentre Lutholinnad ne ingerisce subito qualche morso, consigliata Morwen, che la segue ingerendone un altro tipo e prendendone altri nel suo zaino (4+4 usi). Entrambe le ragazze sono colte da un senso di inebriamento e ipersensibilità sensoriale, ma mentre nell’Elfa questo si traduce in una percezione generale migliorata, in Morwen la spossatezza prende il sopravvento, causando in lei uno stato di stordimento generale ed un peggioramento considerevole delle sue capacità motorie.

Percorsa qualche decina di metri, il tunnel si apre in una “sala” dall’aspetto maestoso: immerse nell’oscurità, gigantesche stalagmiti, simili a colonne contorte, si innalzano dal pavimento al soffitto. Al centro della sala la figura immobile del troll Bùbu…attende i suoi ospiti, nonostante solo Vuduin e Lutholinnad riescano a vederlo chiaramente a causa del buio. Il gruppo messo in allerta si dispiega in una manovra di accerchiamento, preparando armi ed incantesimi, ma l’impassibilità innaturale e l‘assoluta non-reazione del troll genera un sospetto in Aelfwyne. Il guerriero ha la conferma quando lancia un sasso verso ed “attraverso” il gigante, che quel che ha di fronte non è un vero troll, ma una mera illusione magica.
Ahimè è tardi, poiché la trappola scatta sugli ignari esploratori: un’orda di topi viene fatta cadere dal soffitto addosso a Aelfwyne, Lutholinnad e Yus’ath. L’Elfa perde la concentrazione necessaria a mantenere il suo Canto di Pace, quando d’improvviso il vero Bùbu assale Vuduin alle spalle.
L’Elfo da fondo a tutte le sue capacità di destrezza e sesto senso scampando a morte certa. Dapprima evita con agilità felina una gabbia in metallo precipitata dal soffitto che lo avrebbe intrappolato, poi schiva l’attacco di sorpresa del gigantesco randello di Bùbu e balza indietro, utilizzando la stessa arma del nemico come trampolino di lancio, sfoderando nell’atterraggio spada e scudo. Lo scontro contro i ratti ed il troll imperversa e sembra volgere al meglio, quando Lutholinnad e Vuduin cadono a terra addormentati, colpiti da un pesante sonno magico. È evidente che il piccolo e malvagio Mendlewort è nascosto da qualche parte e sta utilizzando le sue tanto millantate capacità di stregone.

Fortunatamente Morwen riesce con il suo incantesimo di blocco a rallentare Bùbu quanto serve, altrimenti il colpo sferrato sull’inerme Vuduin lo avrebbe ridotto in poltiglia per topi. Aelfwyne ed il troll si danno battaglia, lo scontro è concitato e Yus’ath contribuisce ad indebolire l’abominevole creatura scagliando un tremendo dardo di acqua. A quando pare il misterioso Haradrim ha anch’esso qualche capacità inaspettata e non è poi così inerme come l’apparenza aveva lasciato credere…
Un dardo di energia proveniente invece dal fondo oscuro della grotta, colpendo in pieno Aelfwyne ed irradiando scariche elettriche che avviluppano la sua cotta di maglie.
Yus’ath riesce dopo vari tentativi a risvegliare Lutholinnad, invece Vuduin viene risvegliato da un secondo terribile colpo messo a segno da Bùbu sul suo corpo inerme. Lo scudo va in frantumi, salvandogli l’arto. Anche stavolta l’Elfo dà prova di essere in uno stato di grazia quasi sovrannaturale, poiché una volta assorbito il colpo, si desta completamente e ruota velocemente in ginocchio, stringendo entrambe le mani sull’elsa della spada e piantando la sua lama dal basso verso l’alto nel ventre del Troll, che finalmente cade a terra senza vita con un sordo tonfo.
I topi sono sterminati da Aelfwyne, il quale subisce di nuovo l’attacco di un dardo di energia. Morto Bùbu, ora tutti sono concentrati e determinati nel trovare rapidamente il nascondiglio di Mendlewort. Avanzando nella grotta ed aprendosi a ventaglio, Lutholinnad scorge il piccolo essere in cima ad una stalagmite alta 9 metri ed urla nella sua direzione e verso i compagni. Gli altri seguono le sue indicazioni, ma Mendlewort messo alle strette, sparisce magicamente alla vista.
Benché possa essere invisibile, il gruppo agisce con rapidità accerchiando la massiccia stalagmite, sicuri di non dover perdere l’occasione di catturarlo. Morwen aggira la roccia nella parte posteriore e menando fendenti trasversalmente nello spazio angusto, finalmente colpisce il nanerottolo, che forte della sua invisibilità, aveva disceso la roccia e stava cercando di dileguarsi. L’incantesimo che lo proteggeva è ora interrotto.
I suoi occhietti furbi e spauriti incrociano ora quelli furiosi ed inebriati della Dunadan, ma la fredda lama che sente puntata sulla gola, lo pone in una situazione di indubbio svantaggio.
