03/11/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Mendlewort supplica pietà, sperando nel buon cuore di coloro che ha aggirato e derubato, chiede che gli venga risparmiata la vita e di poter continuare i suoi studi. Dapprima cerca subdolamente di mettere Yus’ath contro i suoi “salvatori”, poi con la sua eloquenza cerca di ottenere un accordo vantaggioso, che gli permetta di tenere parte dei suoi preziosi oggetti.
Nessuna delle strategie adottate dal nano sortisce il risultato aspettato: viene costretto a condurre il gruppo nelle sue stanze segrete e mostrare i luoghi dove lavora, dove compie i suoi folli esperimenti di alchimista ed infine dove nasconde tutti gli oggetti preziosi accumulati in anni di truffe e raggiri.
Yus’ath recupera tutto l’equipaggiamento che gli era stato sottratto e tre Rune magiche contenente incantesimi dell’essenza. Vi sono inoltre una gran quantità di gemme, quarzi e pietre preziose, oltre a 250 MO. A questo si aggiunge una serie di infusi e preparati che attirano immediatamente l’attenzione di Morwen.

La Dúnadan si appropria anche del ciondolo al quale il piccolo imbroglione sembra essere particolarmente affezionato: l’amuleto di Jaamuuri lo chiama lui. L’oggetto che da sempre gli ha permesso di tenerlo protetto ed al riparo dietro l’impenetrabile muro di ghiaccio con il quale il gruppo si è confrontato all’ingresso della caverna.
Al momento di abbandonare il profondo sistema di grotte, il gruppo decide di lasciare vivo Mendlewort, con le sue scorte di cibo e non poche monete d’oro: un’azione decisamente troppo generosa e insensatamente altruista agli occhi di Yus’ath, gettato in una fossa oscura a marcire tra indicibili pene.
Dopo un giorno di cammino a ritroso, tra una fitta nevicata e i boschi imbiancati del basso Rhudaur, tutti insieme fanno ritorno alla Locanda all’Ultimo Ponte. L’anziano Goldang è felice di ricevere i preziosi funghi, ben 20 esemplari di Aretelium! Come promesso consegna una ricompensa extra, 15 MO a testa oltre alle 5 MO già pagate in anticipo a ciascuno di loro.

Ognuno si rilassa come può, ad esempio Aelfwyne e Lutholinnad cercano di concludere qualche affare interessante ed equipaggiarsi nel modo migliore parlando con Falen il mercante, mentre Yus’ath, come i suoi nuovi compagni prima di lui, sembra particolarmente interessato alle fantasiose storie che il buon vecchio Grepp ha da condividere dinnanzi ad un boccale traboccante. L’uomo, visibilmente ebbro e alticcio, gli confessa di essere a conoscenza dei segreti di Herubar Gûlar, un’antica fortezza del Rhudaur caduta in rovina durante la Seconda Era, ma risorta a nuova vita dopo che uno stregone l’ha adottata come sua dimora. “La dimora dell’alto Stregone” la chiama lui. Un luogo temibile dove con l’aiuto di incantesimi oscuri, il malvagio mago incrocia bestie di diverse razze per dar vita a guardiani mostruosi, protetto da feroci Orchi delle Montagne Nebbiose.
Lutholinnad è particolarmente interessata alla conversazione dunque si unisce ai due, e pagando ben 4 MO all’uomo si fa confidare il suo prezioso segreto: non vi è modo di accedere alla rocca senza pagare con la vita, a meno che non si riesca ad entrare inosservati attraverso uno dei due passaggi segreti che lui scoprì insieme ad un suo compagno. C’è un torrente che attraversa i sotterranei del castello e dal quale si possono raggiungere i piani superiori. Inoltre c’è un altro passaggio sotterraneo, che unisce una delle quattro torri esterne, quella più a sud-est, ad uno dei livelli interrati della rocca. Quanto di tutto ciò possa essere vero e quanto possa tornare utile nel viaggio che si apprestano ad affrontare verso Cameth Brin sarà da vedere. Ma questo luogo, Herubar Gûlar, decisamente suona familiare più e più volte nella mente dell’Elfa.

