10/11/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Il gruppo decide di approntare nella maniera migliore il viaggio verso Cameth Brin, facendo importanti scorte di razioni, acquistando cavalli ed equipaggiamento, chiedendo ulteriori informazioni agli ospiti della Locanda.
Capiscono che la posizione esatta dell’antica roccaforte del Rhudaur non è poi così certa e richiederà parecchi giorni di viaggio verso Nord, attraverso le terre dei vagabondi, seguendo sentieri a lungo abbandonati. La mappa ritrovata nel covo di Astash (SESSIONE 48 – 50) sembra riportare una ubicazione che non ritrova riscontro con le vaghe informazioni ricevute dai locali: a quanto dicono Cameth Brin dovrebbe ‘sorvegliare‘ da vicino le rive del Fiume Grigio, mentre la mappa di Astash riporta la sua posizione nella parte centrale del Rhudaur… parecchio più ad Est.

A quanto si dice, l’uomo che potrebbe saperne di più è il menestrello errante di nome Turlin, che due volte al mese, si presenta di norma alla locanda cantando delle leggende e delle fantastiche meraviglie che lui stesso vede nei lunghi viaggi intrapresi. Vagabonda per questa regione in lungo e in largo da anni ormai e chi meglio di lui potrebbe aiutare gli avventurieri.
Ahimè non si fa vedere nell’avamposto da circa due mesi, così Aelfwyne chiede al locandiere una descrizione dell’uomo, con la speranza di trovarlo prima o poi: Turlin è un uomo molto alto, sul metro e novata, dal fisico imponente, slanciato e muscoloso, indossa un lungo mantello grigio/verde. Apparentemente giovane, dai capelli castano corti, utilizza il suo raffinato flauto e la sua voce melodiosa per intrattenere i suoi ammiratori.

Tra i vari preparativi svolti nei due giorni trascorsi all’Ultimo Ponte, Morwen decide con il consenso dei compagni, di affidare parte dei loro averi al commerciante Falen, che li prenderà in custodia pattuendo una piccola ricompensa. L’accordo è dunque sottoscritto ed una copia consegnata a ciascuno dei cinque avventurieri:
Io Falen ricevo 50 MO presso la locanda all’Ultimo Ponte. Mi impegno a restituirli a vista a chi tra (Morwen, Lutholinnad, Aelfwyne, Vuduin e Yus’ath) si presenterà a me con questa missiva. Per l’incarico tratterrò 3 MO dal totale. Mi impegno inoltre ad attendere il ritorno degli avventori presso la locanda sino al giorno 15 del mese di Lothron (5) dell’anno 448 della Quarta Era. Nel caso contrario provvederò a far pervenire tali danari per vostro conto presso Lord Aravir di Annùminas.
Firmato Falen di Gondor

Ora è davvero tutto pronto e all’indomani, alla luce di un sole splendente e rassicurante, il gruppo si avvia lungo la strada.
Una spiacevole sensazione continua di essere osservati li accompagna lungo i primi due giorni di viaggio. Sia la strada che la vegetazione, che abbraccia fitta la via, sono coperte da uno spesso manto nevoso.
Affrontando impreparati la prima notte passata all’addiaccio senza un fuoco per riscaldarli, si risvegliano intirizziti e con evidenti segni di congelamento sui loro corpi.
Al termine del secondo giorno di viaggio sono finalmente in vista dei ruderi di Tirthon (S. “The Watch Pine”) e già intravedono il sentiero che si distende da Nord a Sud, intersecando la Grande Via dell’Est.
La nera foresta alle spalle della torre emana una malvagità quasi tangibile, a confronto quella che provarono Morwen e Lutholinnad nel viaggio attraverso la Vecchia Foresta della Contea (SESSIONI 2 – 5) è quasi uno scherzo.

17/11/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Raggiunta la torre, benché diroccata e con un solo piano ancora parzialmente intatto, sembra essere il posto migliore per trascorrere una notte al riparo dal gelo. Avvicinandosi, scoprono però che non sono gli unici viaggiatori ad aver avuto questa idea: quattro sacchi a pelo e degli zaini sono stati lasciati a terra, mentre i tizzoni di un fuoco da poco spento ardono in un braciere poco lontano…
Vuduin si dirige con risolutezza ad esplorare i dintorni dei ruderi di Tirthon, individuando e seguendo delle tracce che lo conducono a poche centinaia di metri verso Est, dove un gruppo di guerrieri Dunlandiani è intento ad esaminare il cadavere di un nano, riverso a terra con la faccia nella neve. Non riesce a ben capire quel che è accaduto e se i quattro hanno a che fare con la morte del guerriero, ma non sembrano di certo tipi raccomandabili. Tornando indietro con scaltrezza e senza essere individuato, avvisa i suoi compagni che si preparano ad “accogliere gli ospiti”.
Lutholinnad si palesa spontaneamente per prima con intenti non belligeranti, tentando un approccio diplomatico con i quattro di ritorno, ma capisce ben presto che lo scontro sarà inevitabile, essendo questi sulle tracce di una Elfa e di una bellissima Dúnadan, come da loro stessi ammesso.
Lo scontro si rivela abbastanza duro e questi uomini, come quelli incontrati nel covo di Astash, si dimostrano fieri e capaci guerrieri. Per fortuna il gruppo riesce ad avere la meglio, ma non riescono a risparmiare nessuno degli aggressori per un eventuale interrogatorio. La loro presenza qui e le informazioni che il nemico ha, resteranno un mistero per ora.
Adesso che l’area circostante e la torre sono sgombri da pericoli imminenti, gli avventurieri accendono un fuoco e si preparano a trascorrere la notte. Di fronte al calore della fiamma, prima di adagiarsi nei loro sacchi, Lutholinnad racconta a Vuduin e Yus’ath, con un velo di malinconia la storia di come ha visto tanti amici perdere la vita negli ultimi mesi e di come il Diario di Valglin li abbia portati fin qui, sulle tracce del Tesoro di Rhugga.
