08/12/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Prosegue il viaggio, che durante il resto della gionata non riserva nessuna spiacevole sorpresa.
Arrivata la sera gli avventurieri trovano riparo in una sorta di canalone a ridosso della foresta, ben coperto da due pareti rocciose, lontano dal sentiero principale. Consumano una ricca e succulenta cena, preparata sapientemente sul fuoco da Morwen: nessuno si sarebbe mai aspettato tanto gusto dalla carne fresca ricavata dal corpo del Chatmoig.

Il fumo sospinto dal vento teso ed il profumo della carne cotta sulle braci, attira una grande orso bruno, che soddisfatto dalla generosa offerta di carne ricevuta da Yus’ath, addenta l’abbondante tocco di carne e torna nell’oscurità da dove era venuto, grato di aver riempito lo stomaco senza dover rischiare la vita: un lusso non da poco in queste terre pericolose.
Il primo turno di guardia toccherà proprio all’haradrim. Dopo un paio di ore qualcosa attira la sua attenzione: un movimento nel buio ed immediatamente dopo una roccia pesante saetta nell’aria colpendolo in pieno petto. Urlando di dolore, invoca l’aiuto dei suoi compagni che, imbracciate velocemente le armi, si trovano a fronteggiare due poderosi Troll delle Nevi.

Il primo irrompe nello spiazzo e si avventa su Lutholinnad, che invano aveva tentato di arrestarne l’avanzata con un tiro di arco. Il troll solleva la gigantesca spada e con una spazzata fa letteralmente volare la minuta Elfa contro la parete di roccia. Lutholinnad è fuori combattimento e la sua vita appesa a un filo a causa di una copiosa perdita di sangue.
Il secondo troll continua a bersagliare gli altri con lanci di pietre, mentre Aelfwyne e Yus’ath ingaggiano un crudo corpo a corpo con il troll a loro vicino, che dopo aver quasi ammazzato l’Elfa è ora su di loro. Il guerriero è agile e schivando i colpi, assesta dei fendenti terribili. Non sono sufficienti a uccidere la creatura, ma quanto basta per infliggere profondissime ferite che formano pozze di sangue ai suoi piedi.
Il troll indietreggia ed infine fugge, trovando poi la morte per dissanguamento a pochi metri dal campo di battaglia.
Il secondo troll balza giù dallo sperone di roccia ed attacca con rinnovato fervore utilizzando la sua spada, mentre Morwen nelle retrovie prepara un incantesimo. Yus’ath è tanto coraggioso quanto incosciente nel dar man forte ad Aelfwyne nel combattimento corpo a corpo; con il suo pugnale infligge colpi al troll ed entrambi lo bersagliano da diverse direzioni. La sua fine arriva quando, quasi totalmente paralizzato dall’incantesimo di Blocco della Dúnadan, è finito dalle lame del guerriero e dal mago.
La magia di Morwen trae Lutholinnad dal sentiero di morte sulla quale si era velocemente incamminata e tutti riescono a trascorrere in relativa tranquillità il resto della notte, recuperando qualche energia per il giorno che verrà.
Un cielo sempre fosco e fitto di nubi, fa da cornice al nuovo giorno di viaggio. Un grande creatura alata compie ampi circoli nel cielo, sorvolando il gruppo. Lutholinnad riesce a malapena a distinguerla, ma senza capire di cosa effettivamente si tratti. Sicuramente oscuri presagi…
Verso fine giornata la torre di Dol Cultirith è finalmente in vista.
Yus’ath facendo ricorso alle sue abilità nel camuffare l’aspetto, riesce con il poco tempo e materiale a disposizione a camuffare al meglio possibile le due ragazze Morwen e Lutholinnad, con la speranza che possano passare inosservate.

Un cavaliere di vedetta si avvicina e senza indugi, conduce il gruppo al cospetto del comandante del suo ordine presso il rifugio dei ranger del Cultirith, le rinomate Guardie di Bronzo. La torre è ben difesa, con manipoli di cavalieri che perlustrano il perimetro, fanteria e numerose feritoie per arcieri e tre grosse baliste sul tetto. Aelfwyne conta perlomeno una dozzina di uomini, senza contare quelli che plausibilmente si trovano all’interno della struttura. Dall’aspetto non sembrano ben addestrati ne tantomeno eccezionalmente equipaggiati, ma tentano di darsi una parvenza di ordine militare. Duchek, il loro comandante, è un tipo duro, ma poco propenso al sotterfugio ed ai giri di parole.

L’omone, che esce dopo qualche minuto dall’unico ingresso della torre, è alquanto sorpreso di vedere un gruppo di avventurieri arrivare indenni fino alla sua torre, ed esige sin da subito una parte dei tesori sottratti ai troll; in quanto “signore” di queste terre, parte del ricavato gli spetterebbe di diritto a suo avviso. Consentirà poi al gruppo di passare oltre, senza creare problemi, a patto che loro riescano a liberarlo da qualcosa che sta dando parecchie noie ai suoi Cultirith nei ultimi mesi: parecchi capi del suo bestiame, tra pecore, capre e cavalli, sono stati trovati morti o addirittura scomparsi del tutto. Ora teme che la stessa sorte potrebbe capitare a lui stesso o ai suoi uomini. Un male profondo si estende da Herubar Gûlar e lui non vuole averci nulla a che fare. Teme il nemico che lì si nasconde e non vuole sicuramente provocarne l’ira. Per questo chiederà l’aiuto di Morwen e dei suoi compagni…così da poterne uscire con le mani pulite, semmai il signore di Herubar Gûlar dovesse mai recapitargli una offerta di alleanza.
