15/12/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)
Morwen e Yus’ath si offrono di preparare la cena per il manipolo di uomini della guarnigione dei Cultirith, due dozzine di duri guerrieri nel Nord. Nonostante entrambi non riescano ad esprimere al massimo la loro abilità in cucina per la scarsità di materie prime ed ingredienti degni di nota, la cena viene apprezzata molto; dopo la cena Morwen si dedica inoltre alla cura di un paio di uomini feriti. Duchek è impressionato dalle doti della Dúnadan, questo contribuisce a distendere gli animi e stabilire un rapporto di fiducia sempre maggiore tra i due gruppi, tanto che il comandante le offre di rimanere lì con loro, dove sicuramente si rivelerebbe una utile risorsa, ma l’offerta gentilmente declinata dalla ragazza. Trascorrono dunque una notte tranquilla a riparo delle solide mura di Dol Cultirith.

L’indomani di buon’ora, senza perdite di tempo superflue, sono pronti per partire a caccia della “bestia” che sta flagellando il bestiame dei Cultirith, così da garantirsi la benevolenza dei ranger decaduti ed un passaggio sicuro attraverso i confini della loro regione. Duchek consegna ben volentieri una mappa ad Aelfwyne e sotto la guida dell’esploratore Asenus, si avviano verso la valle di Herubar Gûlar.
Seguendo sentieri nascosti e sicuri, grazie alla immensa esperienza del ranger, il gruppo giunge in tardissimo pomeriggio, dopo un giorno di marcia estenuante, presso l’imboccatura della valle. Come raccontato da Duchek, delle formazioni rocciose fanno da cornice ai lati della valle, percorsa in tutta la sua lunghezza da un sinuoso e lento corso d’acqua. Asenus li aspetterà in questo luogo fino a cinque giorni, in attesa del loro ritorno, per ottenere la prova che il lavoro è stato portato a termine. La notte da trascorrere all’aperto riserva ancora una vola una spiacevole sorpresa: mentre Lutholinnad sorveglia il campo, un lontano battito di ali nel cielo attira la sua attenzione. Nulla di più. Solo una impressione sfuggente. Poiché subito dopo cala nuovamente il silenzio.

Dopo circa mezz’ora tutto accade repentinamente: il battito di ali si abbatte come un ciclone nel luogo dove sono legate le cavalcature, abbattendosi nascosto tra le cime degli alberi. L’Elfa fa appena in tempo a sentire il raglio disperato ed acuto di uno dei muli ed una grande figura alata allontanarsi verso l’alto nel buio della notte, con il mulo tra le sue grinfie… Gli altri si svegliano immediatamente, ma non possono vedere null’altro se non gli occhi terrorizzati di Lutholinnad.
Trascorre la notte, e la mattina seguente, seguendo le tracce di sangue del povero mulo, si avviano verso nord-ovest, nella direzione dove alcune caverne naturali si aprono sul fianco delle colline rocciose. Iniziando a salire il lento pendio, seguendo le vaghe tracce di un sentiero battuto, si imbattono in una gola che spacca il terreno in due, ed un ponte di legno che si distende tra le pareti del crepaccio, profondo circa 40-50 metri.
Temendo per la solidità della struttura precaria, Lutholinnad affronta coraggiosamente la traversata per prima. Una strana sensazione di essere continuamente osservata la accompagna ormai da tutta la mattinata. Mentre pure Yus’ath si appresta ad attraversare il ponte, un umanoide mostruoso balza senza alcun preavviso sul gruppo dal suo nascondiglio dietro una roccia poco distante.
La bestia deforme, che sembra uscita da incubo di una mente malata, sembra essere un incrocio di diversi esseri viventi e animali, con le fauci spalancate e deformate in un ghigno demoniaco e di malsano odio. Immediata viene l’artigliata ai danni dell’ haradrim, che nulla può fare se non incassare il colpo ed indietreggiare per preparare a lanciare un incantesimo.

Lutholinnad fa del suo meglio scagliando qualche freccia dalla distanza, mentre Aelfwyne non esita un istante nel gettarsi all’attacco con la sua fidata Gordur. Gli attacchi della creatura si susseguono e si abbattono senza tregua su Aelfwyne, ma a questi si aggiungono aculei avvelenati che vengono scagliati dalla coda verso Lutholinnad e Yus’ath.
Yus’ath è abile nello schivare gli aculei, mentre l’Elfa non riesce ad evitare i danni del veleno che cola da ferite multiple. Uno degli aculei è così duro e scagliato con tale forza che spezza di netto l’osso del braccio di Lutholinnad, che a causa del dolore lancinante perde la presa dell’arco e si rifugia dietro il tronco di un albero. Morwen è ora quasi pronta a lanciare un incantesimo di blocco.
La bestia combatte con ferocia, ma è surclassata dai colpi potenti di Aelfwyne e dai dardi di Energia di Yus’ath. L’incantesimo di Morwen è purtroppo infruttuoso, ma la creatura cade infine ai piedi del guerriero dopo le tante, troppe ferite subite.
Come un turbine un forte battito di ali attira l’attenzione di Lutholinnad…un suono familiare, quello stesso suono che ha angosciato ed ha reso la sua ultima notte quasi insonne. Una creatura vola in cerchio e si staglia chiaramente visibile sullo sfondo del cielo plumbeo, pronta ad avventarsi sul suo pasto.
