SESSIONE 65

22/12/2020, ANNO 448QE, Ninui (2)

La creatura volteggia sopra le teste del gruppo, concedendo pochi ma preziosi istanti a Morwen per estrarre la sua acqua elfica e consegnarla a Yus’ath, così che possa arrestare la sua copiosa emorragia e recuperare quasi interamente le forze. Dopo un secondo volteggio, la coda ricoperta di aculei vibra nell’aria e tre lunghi pungiglioni saettano per andare a colpire Vuduin, Morwen ed Aelfwyne. Veleno scuro e denso gronda dalle loro ferite. Il guerriero, che più degli altri ha subito le conseguenze dell’attacco, impossibilitato nel colpire la creatura volante, decide di correre verso Lutholinnad, in evidente pericolo poiché isolata dal lato opposto della gola.

La creatura vede una ottima opportunità e la coglie, avventandosi in picchiata verso Aelfwyne, cercando di spingerlo fuori dal piccolo ponte, giù nel vuoto. Fortunatamente l’uomo riesce a parare la testa cornuta opponendosi con forza, ma lo scampato pericolo lo induce a ritornare sui suoi passi, ritirandosi al riparo dietro alcune rocce, così come hanno già fatto i suoi compagni.

A questo punto il mostro, dopo aver ripreso quota, vola ed atterra a pochi passi dall’Elfa; il suo respiro è troppo vicino, ed i passi pesanti, solo in parte attutiti dal manto nevoso, fanno rabbrividire la povera ragazza. Lutholinnad è rannicchiata dietro il tronco di un abete e tenta disperatamente di placare la creatura con un canto magico, ma ahimè i suoi sforzi sono vani poiché l’incantesimo non riesce nel suo intento ed una poderosa zampata la colpisce in pieno petto. La sua vita è appesa ad un filo: lontana dai suoi compagni, con un braccio spezzato è inerme e alla mercé del nemico; un altro colpo come questo e per lei non ci sarà più nulla da fare.

Vista la situazione disperata, Vuduin rompe ogni indugio ed esce allo scoperto con un grido di battaglia, cercando di attirare l’attenzione e scagliando allo stesso tempo una freccia da più di 40 metri di distanza.

Un tiro in movimento, senza alcuna preparazione. Un tiro impossibile o quasi.

Il tempo si dilata e rallenta. Tutti inseguono con gli occhi la freccia che, fendendo l’aria gelida, si infilza con precisione sulla zampa posteriore. Il colpo è preciso e funesto, la bestia alata urla e ringhia di dolore….così, dimentica dell’Elfa, si solleva di nuovo in volo, decisa a neutralizzare la minaccia. Al contempo Morwen dopo interminabili secondi di meditazione e concentrazione, riesce con un incantesimo di Blocco a colpire il mostro e a limitarne pesantemente la mobilità.

La bestia, ferita ed incapacitata, si alza lentamente sempre di più nel cielo, fino a ritirarsi al di là del crinale da dove era venuta…

Morwen si dedica immediatamente alle cure della sua cara amica Lutholinnad e poi del guerriero Aelfwyne. Yus’ath intanto decide di recidere un macabro “trofeo” dalla prima creatura morta ovvero la sua lunga coda acuminata. Nell’operazione non può non notare i numerosi marchi impressi a fuoco sulla pelle della bestia…dei segni geometrici che sembrano formare uno strano e complesso linguaggio sconosciuto, forse magico.

Ora anche Morwen e Lutholinnad si avvicinano per esaminare la loro prima vittima e da una accurata ispezione individuano tra i vari marchi, qualcosa che le riporta indietro nel tempo di qualche mese: due di questi simboli appaiono stranamente famigliari e molto simili a qualcosa con cui hanno avuto già a che fare (vedi SESSIONI 7 – 10, SESSIONI 18 – 20).

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