SESSIONE 69

19/01/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)

Ammansito Laugajúk, Lutholinnad non osa muovere un muscolo, mentre gli occhi gelidi del grande lupo bianco scrutano Vuduin. Al contempo Morwen mantiene la concentrazione per rallentare Turlin, il quale non può fare altro se non tentare di implorare pietà verso Aelfwyne: il guerriero sembra però in preda ad una ferocia incontrollabile e mena fendenti lasciando cadere inudite le suppliche della vittima.

Aelfwyne

Le parole magiche, sussurrate al suono del flauto, si infrangono sulla mente del giovane combattente annebbiata dall’ira.

Aelfwyne assesta un colpo impressionante al braccio dell’incantatore, un colpo che avrebbe tranciato il tronco di una quercia, ma che si infrange magicamente sull’avambraccio di Turlin. Con insistenza e furia, solleva la spada nuovamente ed incredulo abbatte la lama ancora e ancora sul braccio, come un vero e proprio carnefice. Questa volta il colpo penetra le difese magiche dell’uomo e gli tronca quasi di netto di suo braccio.

Turlin vacilla e quasi perde i sensi. Perde sangue copiosamente. È stordito. È solo.

Savra, la donna inizialmente in disparte che era accorsa in suo aiuto, ora indietreggia spaventata e scossa da cotanta furia. Yus’ath non rimane di certo a guardare e per nulla impietosito, lancia un incantesimo da una potente Pergamena Runica. La formulazione magica è diretta verso la donna, colpisce la sua mente come un martello in acciaio colpisce una campana e la manda nella più totale confusione. Incapace di agire e di prendere alcuna decisione sensata, Savra ora non può fare altro se non tentare di fuggire barcollando.

Anche l’uomo-avvoltoio cerca di fuggire lungo il corridoio delle prigioni, ma viene velocemente rincorso da Vuduin che nonostante il braccio spezzato, riesce a bloccarne la fuga al meglio delle sue capacità.

Laugajúk

L’epilogo dello scontro è cruento oltre ogni immaginazione poiché Aelfwyne, dopo aver definitivamente abbattuto Turlin in un lago di sangue tra le sue parole di supplica, corre in supporto di Vuduin ed insieme mettono fine anche alle vite di Savra e dell’uomo-avvoltoio. Laugajúk, il fedele animale che si era portato vicino al suo padrone Turlin per proteggerlo, una volta accerchiato dal gruppo, è anch’esso facilmente trucidato senza troppa esitazione.

Il silenzio cala e Morwen si assicura che Savra e Turlin non muoiano dissanguati, stabilizzandone le ferite per merito della sua magia divinatoria.

Un pianto strozzato proviene dalle prigioni, ora che la calma è calata, Vuduin può udire un bambino disperato singhiozzare a pochi passi da dove si trova lui. Liberato dalla prigionia, il bambino non capisce mentre gli parlano, ma Morwen riesce a fare breccia nel suo animo a buon ragione sospettoso e a guadagnarne la fiducia. Il ragazzino, che avrà intorno agli 8 anni, è visibilmente malnutrito, sudicio ed emaciato a causa di una prigionia durata forse troppo a lungo. Presenta inoltre vistose deformazioni sul corpo, ma nessun segno di tortura o ferite recenti.

Dopo essere stato tranquillizzato da Lutholinnad e dalla sua voce dolce, il bambino abbraccia infine Morwen con qui riesce a scambiare qualche parola nel suo Dunael dialettale e speranzoso la implora chiedendogli di portarlo fuori da quel posto al più presto possibile.

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