SESSIONE 70

26/01/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)

Il bambino racconta spaventato di essere stato rapito dalla sua famiglie e vuole con tutto se stesso tornare al più presto dal padre nel luogo dove è cresciuto e vissuto, le Grigie Colline. Lutholinnad ha letto di quella regione, dove la roccia granitica fa da cornice alle pendici degli Erenbrulli (Ettenmoors), la catena montuosa che delimita il confine tra il nord del Rhudaur e l’antico Regno di Angmar.

Il gruppo decide che dovrà lasciarsi questa rocca alle spalle il più velocemente possibile, ma portando con loro i due preziosi prigionieri Turlin e Savra, insieme al piccolo trovatello, anche se questo complicherà e non di poco il loro compito. La decisione non è unanime, poiché Yus’ath e Aelfwyne si sbarazzerebbero volentieri del peso, con la coscienza sicuramente alleggerita dai misfatti compiuti dai due. Dopo qualche accesa discussione la decisione è dunque presa: trovano riparo presso una stanza chiusa e ben difendibile all’ultimo piano interrato di Herubar Gûlar al fine di recuperare forze ed energie prima dalla prossima mossa.

Dopo qualche ora il risposo viene però interrotto da due guardie Dunlandiane, apparentemente in cerca del loro signore scomparso Ar-Gûlar (Turlin), così sembra si faccia chiamare il signore della rocca. Uno di questi fa irruzione nella stanza, ma mentre Aelfwyne lo mette velocemente fuori combattimento, l’altro che nel frattempo ha spalancato e sbattuto a terra Lutholinnad, trovandosi davanti un folto gruppo di intrusi, fugge velocemente verso le scale per andare a dare l’allarme ai piani superiore.

Pochi minuti dopo le scale che collegano i due piani, sono prese d’assalto da un gruppo di orchi che si accalcano uno dietro l’altro, sbraitano e spingendo fremono per fare la pelle agli umani. Fortunatamente il passaggio è poco più largo di un metro e mezzo e gli orchi non possono far valere la loro superiorità numerica. Aelfwyne gli sbarra con coraggio il passaggio, evitando che si riversino numerosi nel piano dove si trovano i suoi compagni. Il guerriero è aiutato da un Muro di Fuoco creato da Yus’ath grazie alla magia, ma il vantaggio guadagnato viene impiegato per preparare una ostinata e coraggiosa resistenza: non è loro intenzione fuggire, bensì affrontare gli Orchi senza lasciar loro il passo.

Gordur brilla di luce azzurra intensa e quasi vibra al cospetto di tanta strage che sta per consumarsi. La lama sterminatrice di orchi viene brandita con spregio del pericolo da Aelfwyne. Morwen innalza a sua volta un Muro di Vento magico che rallenta e ostacola in modo decisivo le creature sulle scale; al contempo Lutholinnad con un Canto di Pace aiuta il compagno ora affiancato da Vuduin, pronti a fronteggiare la marea di ferro, grida e creature oscene che si riversa giù dalle scale.

Lo scontro è feroce ma breve, poiché Gordur taglia teste, trancia braccia e penetra a fondo le carni degli Orchi. Sbarazzatisi dei nemici, la decisione dovrà essere risoluta: tentare di debellare definitivamente il seme del male che è stato piantato ad Herubar Gûlar o fuggire con i prigionieri?

Morwen nel frattempo si dedica a curare Savra, con la speranza che possa rinvenire e magari fornire qualche informazione vitale sulla rocca, le sue difese, i passaggi e la guarnigione che la occupa. La ragazza è confusa e stordita, dice di ricordare i giorni passati come se fossero un sogno, come se la sua mente fosse stata annebbiata dalle parole di Ar-Gûlar, così come i suoi compagni Dunlandiani ed il loro capo Thurl. Occupavano già da tempo la rocca abbandonata, prima che il menestrello Turlin venisse con le sue buone maniere e soggiogasse tutti loro. Ora è rinsavita e vuole assolutamente allontanarsi da quel luogo, dunque appare ben disposta a collaborare. È anche convinta che i suoi compagni, i Dunlandiani, potrebbero essere portati dalla loro parte se fosse necessario schierarsi contro la dozzina di Orchi che segue lo stregone e le schiere di suoi tirapiedi, nonché della sua guardia del corpo personale, il possente ed invincibile Oologg, un enorme Troll delle Nevi.

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