SESSIONE 71

02/02/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)

Morwen non si fida delle parole della dunlandiana, visibilmente nervosa e a disagio. Così Yus’ath la forza alla sincerità lanciando su di lei un incantesimo di Fascino. La ragazza, che vede ora nell’haradrim uno dei suoi migliori amici, gli confida che conosce un passaggio per uscire incolumi dalla rocca, ammesso che riescano a distrarre gli orchi rimasti: c’è una galleria due piani sopra di loro, che connette il sotterraneo ad una delle torri esterne. È il passaggio che gli orchi ed Oologg utilizzano normalmente per entrare ed uscire. Come alternativa si offre di andare a parlare con il suo vecchio amico Thurl per cercare di convincerlo a schierarsi contro gli orchi, ma su questo non è molto convincente; il loro comandante tiene più di ogni altra cosa alla vita dei suoi uomini e non prenderebbe una decisione che possa metterli in pericolo coscientemente, a meno che i rischi fossero ragionevoli e la probabilità di successo indiscutibile. A suo vantaggio avrebbe la possibilità di muoversi insospettata nella rocca e potrebbe anche condurre uno di loro, fingendo che sia suo prigioniero, al cospetto di Thurl.

Il gruppo decide che nessuna delle due proposte di Savra sembra al momento accettabile e decide così di mandare in avanscoperta Vuduin, Yus’ath e Lutholinnad ai piani superiori per identificare eventuali passaggi nascosti, di cui Savra né conferma l’esistenza con assoluta certezza, ma purtroppo non l’ubicazione. Yus’ath vorrebbe ragionevolmente lasciare Herubar Gûlar, immaginando che il pericolo per loro sia troppo elevato, mentre non è intenzione degli altri lasciare questa vicenda “in sospeso”.

Salite due rampe di scale, circondati da null’altro che silenzio e quiete apparente fino al piano dove Ar-Gûlar conduceva i suoi esperimenti, Vuduin, Yus’ath e Lutholinnad giungono in una stanza insolita ed inesplorata che si rivela un luogo catalizzatore naturale dell’essenza: una fitta e densa nebbiolina ricopre il pavimento, mentre muschi e funghi fluorescenti bluastri sulle pareti rendono l’atmosfera surreale, ammantata da un alone di mistero e magia. Lutholinnad e Yus’ath ne assorbono incontrollatamente ma consciamente gli influssi benefici (tutti i loro PM sono ripristinati) in una estasi impareggiabile data dal connubio della loro sensibilità magica con questo luogo antico e potente. La porta che si apre, oltre questa stanza, trasuda invece un potere antitetico al primo: un flusso di energia, come un pozzo nero, attira la nebbiolina al suo interno, così come cerca di risucchiare l’essenza da poco incanalata dai due. Lutholinnad decide nonostante aver percepito questo di entrarvi, e così facendo perde in parte il vigore ritrovato. La situazione, benché surreale, risulta alquanto convenzionale a Vuduin che attende i suoi compagni e li vede tornare dopo pochi istanti.

Decisi ad esplorare l’intero piano senza lasciare nulla di intentato, Vuduin trova in quello che era il vecchio dormitorio delle guardie in fondo al corridoio delle prigioni, un passaggio che in un tempo antico era tenuto segreto dal mobilio appoggiato alla parte, una dispensa, ora marcita e distrutta dal tempo. Dietro di essa, sulla parete di pietra, una stretta scala a chiocciola scende verso il basso e la scritta in Dunael sulla pietra nuda, recita così:

Giù vado e giù ballo
Per cercare la mia occasione magica dorata

Vuduin varca lo stretto passaggio per scendere i gradini, qualcosa di terribile ed inaspettato si attiva: una scintilla davanti ai suoi occhi, un battito di ciglia, poi una potente fiammata scaturisce dalla parete di fronte ed investe tutti e tre gli avventurieri. Le fiamme avvampano e bruciano i vestiti di Vuduin, causando ustioni e ferite serie a tutti e tre. Spinti indietro dalla trappola, decidono di abbandonare esplorazione approfondita della scala a chiocciola e tornare da Morwen, con la speranza che possa curare le loro ferite.

Dopo essersi curati ed aver tamponato le ustioni, anche grazie all’aiuto di Savra, che si mostra una abile e sapiente guaritrice con il suo “amico” Yus’ath, proseguono con l’esplorazione nel piano interrato da dove sono entrati, sempre in cerca di uno sei passaggi segreti a cui alludeva la dunlandiana. Morwen decide dunque che il momento è giunto di aprire la porta che riportava l’avvertimento inciso “Una volta dentro, il saggio non si fermerà; Perché il pericolo sarà difficile da parare.” (SESSIONE 68). Scassinata con perizia la serratura, al suo interno vi sono tre grandi scrigni dorati e numerose armi ed oggetti preziosi sul pavimento.

Intenta ad osservare le mirabolanti meraviglie dinnanzi a lei, non si accorge di un ticchettio metallico e regolare provenire dalla parte superiore della soglia, proprio sopra la sua testa. Un impercettibile rumore di un meccanismo che invece mette in allerta Vuduin e spinge la compagna a ritirarsi. Dopo qualche altro secondo, quando nessuno è più all’interno della stanza, la porta si chiude automaticamente sbattendo fragorosamente.

Lutholinnad e Yus’ath trascinano il corpo di uno degli orchi e Morwen apre di nuovo la porta, facendogli posizionare il cadavere in modo che non possa richiudersi nuovamente qualora la porta dovesse chiudersi ancora; così avviene e dopo un paio di minuti la porta, che tentava di chiudersi rimane ora aperta verso l’interno, con il soffitto in pietra e comincia a scendere lentamente.

Atroce sarebbe stata la sorte del povero sventurato che si fosse trovato bloccato al suo interno.

Il soffitto cala, lentamente ma inesorabilmente come una sentenza di morte ed il suo peso schiaccia tutto ciò che incontra, la porta esplode in mille schegge di legno. Il bronzo dei rinforzi si torce come metallo fuso, mentre il corpo dell’orco è disintegrato in una poltiglia di carne e sangue putrescente. Curiosamente, la parte di pavimento dove sono posizionati i tre forzieri, si abbassa sotto il livello del suolo, facendo sì che il tesoro non venga danneggiato.

Quando il meccanismo compie il ciclo per cui è stato progettato, il soffitto si ascende di nuovo nella sua posizione originale e la trappola è ora disinnescata a causa della distruzione della porta. Morwen e Vuduin si gettano con curiosità ed un pizzico di cupidigia sui forzieri: migliaia di monete d’oro, gemme, cristalli e monili di un valore inestimabile giacciono di fronte a loro incustoditi. Si riempiono le tasche, le sacche e gli zaini, portando anche numerose manciate di monete per i loro amici di avventura.

La magia di Lutholinnad spegnerà presto questa immensa gioia scaturita dal ritrovamento del tesoro di Herubar Gûlar, identificando alcune delle monete come del semplice metallo contraffatto e dal valore assolutamente insignificante.

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