SESSIONE 73

16/02/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)

Sarà difficile passare indisturbati attraverso il livello sorvegliato dagli orchi, ma la decisione è quella di salire al piano superiore, con la speranza di ottenere l’aiuto dei dunlandiani nello scontro. Una volta iniziata la salite lungo scale, Vuduin è messo in allerta da urla sconfusionate in lingua nera accompagnate da un feroce ruggito animale.

Il timore e la tensione salgono; Morwen consegna l’amuleto di Jaamuuri a Lutholinnad la quale riesce ad utilizzare il potente oggetto magico e ad alzare un impenetrabile muro di ghiaccio proprio sul passaggio che gli orchi sorvegliano. Questo consente loro di raggiungere senza problemi Thurl ed i suoi uomini. Avranno poco tempo prima che gli orchi capiscano di essere stati aggirati ed uscendo dal passaggio sotterraneo, si porteranno all’ingresso principale della rocca.

Yus’ath e Lutholinnad tentano ancora una volta di fare breccia nella voglia di riscatto del leader dunlandiano, per aiutarli a combattere e scacciare il nemico, ma poiché l’esito dello scontro è incerto il suo pragmatismo prende il sopravvento: non interferirà ed anzi gli fornirà copertura con un paio di arcieri dal piano superiore, ma non intende schierarsi apertamente contro Oologg ed i suoi. Così dicendo, prende in consegna l’inerme Ar-Gûlar ed il bambino, per ritirarsi al piano superiore.

Lutholinnad si raccomanda di non nuocere alla vita lo stregone, almeno per il momento, poiché gli verrà consegnato solo dopo averlo interrogato.

Appostati presso le feritoie che si aprono nelle mura della rocca, Vuduin e Lutholinnad iniziano a bersagliare con i loro archi i quattro orchi che si riversano nel cortile dalla torre antistante e che cercano di raggiungere il portone principale d’ingresso. Anche i dunlandiani si danno da fare dalle feritoie al piano superiore, ma questo ha il solo effetto di rallentare i nemici. La robusta porta regge l’urto, ma non terrà a lungo, poiché dopo pochi istanti sopraggiunge dalla torre anche Oologg che conduce in catene un grande Orso bruno.

Altre frecce piovono, ma ora la porta inizia a vacillare e cedere sotto l’impatto del grande Troll e della sua bestia.

Il gruppo all’interno capisce che il portone non li fermerà ancora per molto, e così decidono di ritirarsi sulle scale interne che nel salone di Herubar Gûlar, conducono ad un ballatoio sopraelevato che si affaccia sul salone. Da lì potrebbero continuare ad attaccare i nemici con archi e frecce, mentre gli impediscono la salita.

I nemici infine irrompono, il portone esplode in mille schegge di legno, e subito la lotta infuria con Aelfwyne che blocca la scalinata e fronteggia l’orso, mentre gli orchi sono messi fuori combattimento da un incantesimo di Sonno lanciato da Yus’ath e dalle frecce di Vuduin e Lutholinnad. Feriti ed in difficoltà, in situazione di netto svantaggio, gli orchi ed Oologg ripiegano sotto la balconata, mentre il loro condottiero inizia a studiare una diversa strategia di attacco. L’orso intanto continua a battagliare con Aelfwyne: l’animale è dapprima disorientato dall’incantesimo di Baleno e poi definitivamente addormentato da Morwen con un Sonno Animale. Questo consente al guerriero di finirlo senza troppi rischi.

Inizia una schermaglia con lanci di frecce da una parte e dall’altra. Il gruppo tiene le scale, ma la situazione è di stallo poiché né gli orchi né gli avventurieri scelgono di cedere la posizione di battaglia prescelta. Morwen, ricorrendo alla sua conoscenza della Lingua Nera, invita Oologg ad uno scontro tra i loro campioni e terminare questa estenuante lotta. Conta di debilitare l’avversario con la sua magia e permettere una vittoria agevole al loro guerriero. Questi tipi di duelli non sono affatto inusuali tra i suoi simili per dirimere qualsiasi tipo di conflitto o disputa, dunque la proposta di Morwen è presto accettata.

Il gigantesco troll, sicuro della sua impareggiabile forza, accetta ed invita il guerriero nel cortile, affinché la terra e le stelle possano giudicare chi è degno di vivere e chi di morire.

Oologg

Gli orchi si ritirano dietro il capo ed Oologg, imbracciando un martello da guerra ed una scimitarra, invita i suoi avversari a farsi avanti. Aelfwyne combatterà per gli assediati.

Sotto il cielo buio e quasi completamente sgombro di nubi, i due si avvicinano l’uno all’altro a passi lento, pronti ad incrociare le armi. Il duello si accende improvvisamente ed i primi colpi sembrano volgere lo scontro decisamente a favore del guerriero del sud. Oologg è stordito da un forte colpo e perciò costretto sulla difensiva. La mole gigantesca e le due armi portate a difesa gli consentono di parare i seguenti colpi di Aelfwyne.

I compagni assistono increduli alla capacità del loro compagno nel tenere testa al nemico, mentre gli orchi incitano il loro leader. Inosservata ed in disparte, Morwen tenta con un incantesimo di Blocco di rallentare l’avversario.

Oologg subisce i colpi, ma con un improvviso colpo di coda finta un attacco con la scimitarra, mentre invece spazza le gambe di Aelfwyne con un attacco dal basso scagliato con il pesante martello: il colpo è tremendo e la gamba si spezza, costringendo l’uomo a piegarsi in ginocchio.

Stordito e gravemente incapacitato nel combattimento, Aelfwyne ora appare indifeso ed ancora più piccolo al cospetto del Troll inferocito.

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