22/06/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)
L’oscurità della notte avanza rapida ed il gruppo decide si spostarsi alle falde dello sperone, per esaminare attentamente la parete. Dopo numerosi tentativi ed ispezioni, gli avventurieri scoraggiati sono quasi sul punto di abbandonare questo apparente vicolo cieco, quando improvvisamente le nuvole sono spinte vie dal freddo vento del nord e la volta stellata, illuminata quasi a giorni da una Luna crescente: una brillante scritta argentea si materializza magicamente sul muro al chiarore della luna e delle stelle.

Lutholinnad esclama “Ithildin! Argento ‘Stella-Luna’. Ho letto di come questo tipo di scritte adornavano il portale Sud delle miniere di Moria, gli stessi scritti di Bilbo Baggins, la porta segreta di Erebor ed altri luoghi citati nel Libro Rosso dei Confini Occidentali. È un metallo leggero, inventato da Celebrimbor, e che venne impiegato quasi esclusivamente per le iscrizioni. Durante il giorno appare opaco e privo di lucentezza, tanto che è spesso impossibile distinguerlo. Sotto la luce della Luna e delle Stelle, però, recupera tutta la sua luminosità argentata: anzi risplende anche più dell’argento.”
Entusiasta e rapita da tanta meraviglia l’Elfa pronuncia orgogliosamente queste parole.
La scritta tradotta dal Sindarin recita letteralmente:
TAL PARETI
GIÀ LETALI
L’informazione lascia tutti interdetti, non riuscendo a capire come possa tale indizio aiutarli ad identificare od aprire un passaggio segreto. Dopo molti tentativi sfumati in vano ed ormai sul punto di rinunciare, l’intuizione di Vuduin riesce a risolvere l’enigma posto a protezione di Cameth Brin. Con voce squillante l’Elfo anagramma le lettere incise sul muro ed intona le parole:
APRITE
AGLI
ALLEATI
Fragorosamente e magicamente la roccia si spalanca a queste parole, quando un’aria stantìa investe tutti coloro che assistono a bocca aperta a questo evento straordinario.
Senza aspettare oltre si addentrano nel cunicolo, mentre il passaggio si chiude alle loro spalle. Il tunnel scende verso il basso per parecchie decine metri, tra scalinate rozzamente ricavate dalla pietra e cunicoli secondari, arrivano fino ad un vicolo cieco, una solida parete sbarra la via: l’attento Yus’ath dopo accurata ispezione capisce che si tratta di un passaggio segreto basato su due ante girevole, ma i secoli di inutilizzo ed incrostazioni calcaree lo hanno reso quasi inamovibile. Questo richiede uno sforzo enorme per essere forzato ed aperto. I muscoli di Aelfwyne si gonfiano al massimo nella spinta, mentre la piccola Lutholinnad spinge con altrettanta efficacia ma senza sforzo alcuno la seconda anta del portone, lasciando attoniti i suoi compagni.
Aria fastidiosamente calda proviene da oltre il passaggio. L’odore pungente dello zolfo penetra le narici ed una nebbiolina densa si fa via via sempre più fitta ed invadente mentre il gruppo avanza oltre. Il russare di una creatura è chiaramente udibile poco oltre, dove il tunnel serpeggia e conduce infine ad un enorme lago sotterraneo (N.d.A. Ureithel ).
L’acqua calda ribolle qui e là in spruzzi causati da sorgenti gassose, mentre tanti piccoli isolotti costellano la parte centrale del lago. Su uno di questi una gigantesca tartaruga, dalle dimensioni impressionanti (più di 15 metri), dorme placida ed indisturbata, ignara dei visitatori.

Morwen, ancora protetta dall’incantesimo di Invisibilità ed utilizzando la sua magia Via Acqua, può muoversi ed esplorare l’intero ambiente preoccupandosi di non disturbare il sonno della creatura, osservano che non vi sono passaggi alternativi per superare lo specchio d’acqua. In direzione opposta da dove è entrata, trova una piccola spiaggetta da dove parte un altro tunnel che conduce lontano dal lago. Percorrendolo giunge dopo pochi passi fino ad una scala coperta da fango scivoloso che sale ripidamente verso l’alto.
