28/09/2021, ANNO 448QE, Gwaeron (3)

Lo scontro si accende. Una dozzina di Orchi ed altrettanti Uomini delle colline si avventano gli uni contro gli altri. Tre poderosi Uruk-Hai, guardia personale di Grignak, falciano uomini come fili di erba, mentre finalmente il gruppo interviene e si getta nello scontro, mostrando a Cynbal di aver salvato Forgall, Essylt ed il figlio Gwal, questi può apertamente schierarsi contro i suoi aguzzini.
Se non fosse per l’intervento di Morwen e compagni la situazione sarebbe stata drammatica, poiché gli uomini sono tenaci, ma non avvezzi alla guerra e la loro abilità in combattimento è poco superiore a quella di un buon cacciatore. L’aiuto del gruppo si rivela fondamentale, con gli incantesimi Dardo e Sonno di Yus’ath, le frecce scagliate da Vuduin e la spada di Aelfwyne, che riesce a stendere con un colpo alla testa Grignak. Bedwyr, guardia personale d Cynbal perde la vita insieme ad altri tre uomini nel tentativo di abbattere un Uruk.

Lo scontro volge a favore degli uomini, quando nella stanza giunge Gorga: uomo in armatura completa brunita, indossa un mantello blu, consumato dal tempo. Il suo corpo risplende di una aurea magica ed i suoi occhi brillano come stelle. La sua presenza terrorizza alcuni degli uomini, orchi ed Uruk-Hai che fuggono lasciando le armi. Morwen è talmente sconvolta da questa presenza e dalla sua manifestazione di potere che sviene priva di sensi per lo shock. Aelfwyne è l’unico che riesce a resistere e tenere testa in combattimento a Gorga, che si rivela un abile spadaccino, attento e non spregiudicato come i pelle verde.

La porta d’accesso alla Sala Principale, precedentemente bloccata da Morwen ed Aelfwyne è ora sotto attacco, poiché i rinforzi chiamati da Grignak sono sul punto di sfondare. Cynbal raccoglie a sé il fidato Fráech ed i famigliari, invitando il gruppo a lasciare di corsa Cameth Brin ora che ne hanno la possibilità, ma l’unica uscita sembrerebbe la porta al di là della quale gli orchi si stanno ammassando. Nonostante il tentativo di Yus’ath di scoraggiare il Tark nel suo intento, questi si fa forza e spalanca la porta iniziando a aprirsi la strada su per le scale che conducono al Fuintir abbattendo gli orchetti che si frappongono tra lui e la fuga della sua gente.
Gorga nel frattempo ha assistito impotente alla caduta di due dei suoi uomini, fidati guerrieri dunlandiani, ed ora affronta da solo lo scontro con Aelfwyne. Un anello brilla nella sua mano sinistra, le due pietre, una rossa ed una verde, scintillano di luce stellare, la stessa aurea che avviluppa il suo corpo ora si focalizza e risplende minacciosa lungo la lama della spada di Gorga, tesa e puntata minacciosamente verso Aelfwyne: “Vattene. Ora. Prendete i tesori e proseguite per la vostra strada”.

Così dicendo indietreggia mantenendo la guardia ed approfittando del fatto che Aelfwyne non intende proseguire lo scontro, si allontana dileguandosi nel corridoio dal quale è provenuto.
