08/06/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)
Tornarono sui loro passi, diretti al nascondiglio dove li attendevano Aelfwyne e Gwal.
La tensione tra loro era palpabile e Lutholinnad sentiva gli sguardi inquisitori dei compagni, i dialoghi sussurrati alle sue spalle. Loro tramavano….e questo era evidente. Capì che l’accaduto avrebbe cambiato gli equilibri per sempre, anche perché Lei si sentiva cambiata per Sempre, nel suo io più intimo. Ma non era affatto la fine di un percorso di crescita bensì solo l’inizio, solo un primo passo.
Si accamparono per la notte nella boscaglia a qualche chilometro dalla rocca, su un leggero rilievo, preoccupandosi di coprire attentamente le loro tracce durante la camminata. Era fin troppo evidente che il “lavoro di coltello” portato a termine dall’Elfa non sarebbe passato inosservato. Permettere inoltre ad uno degli Uomini delle Colline di allontanarsi era stato un errore che avrebbero potuto pagare a caro prezzo.
Vuduin rimase sveglio, offrendosi di montare di guardia per l’intera nottata.

Il cielo stellato era insolitamente terzo, la Luna crescente brillava, donando un’atmosfera magica tutt’intorno.
Vuduin si accertò che Lutholinnad dormisse, poi svegliò dapprima Morwen, poi uno ad uno tutti gli altri, che però rimasero immobili nei rispettivi giacigli, pronti ad agire. Yus’ath lanciò un incantesimo d’Invisibilità, che permise all’elfo di avvicinarsi silenzioso come un’ombra a Lutholinnad. Le sue intenzioni era chiare, architettate nel minimo dettaglio con i compagni.
Le mani di lei erano coperte da spessi guanti invernali e sfilargli l’anello non sarebbe stato affatto semplice. Si avvicinò di più, c’era quasi….ma la voce dell’Elfa lo gelò sul posto: “Pensi….pensate davvero che sia così sciocca? Non credevo saresti potuto arrivare a tanto. Ingenuo. Torna nel buco che ti sei scavato e per questa volta ignorerò l’accaduto“.
Così dicendo si voltò sul fianco, mentre Vuduin sorpreso e mortificato da queste parole, tornò sui suoi passi. Non era mai stato un ladro, non era affatto nelle sue corde ed il fatto di essersi fatto coinvolgere in quell’azione deprecabile, gli lasciò una sensazione di amaro in bocca.
Non ebbe tempo di rimuginare sulle sue azioni, quando improvvisamente Vuduin udì latrati e ruggiti bestiali in lontananza verso Est, venivano esattamente nella loro direzione. Quei dannati li avevano trovati e viste le loro condizioni, con un bambino al seguito, sarebbe stato pressoché impossibile seminare i cacciatori. Vuduin si allontanò in ricognizione, fiducioso di essere protetto dall’incantesimo ancora attivo, vide che i suoi timori più grandi era fondati: tre orchetti scout e due fieri orchi in groppa a terrificanti Warg erano diretti verso il loro accampamento.
Se solo la metà dei racconti che aveva udito su quelle feroci creature era vero, capì che sarebbe stata una sfida oltre ogni limite superare questa notte indenne.

La pattuglia irruppe nella scena: i tre orchetti in avanscoperta iniziarono a bersagliare con lanci di frecce, fortunatamente poco precisi, mentre i loro leader sicuri e spavaldi sulle cavalcature infernali, iniziarono una manovra di aggiramento, pronti a scagliarsi per l’attacco mortale.
