07/09/2021, ANNO 448QE, Gwaeron (3)
Recuperate un minimo di forze ed ascoltato il racconto di Goffredo, il gruppo si appresta a proseguire l’esplorazione del piano delle Sale Inferiori di Cameth Brin, ora accompagnato da un nuovo elemento. Si ode il vociare proveniente da una delle stanze chiuse poco lontana, così Goffredo si offre di sbirciare all’interno della stanza, godendo della sua “amicizia” con Gorga: viene riconosciuto da due orchi ed un orchetto, intenti a consumare uno strano pasto di carne cruda, che inveiscono contro di lui e con un lancio di cibo lo invitano senza mezzi termini a lasciarli soli.
L’eccentrico Hobbit a quanto pare è stato onesto nelle sue parole e nei suoi intenti. Con il suo aiuto permette al gruppo di accerchiare la stanza occupata, dalle due entrate contrapposte.
Il combattimento si scatena, ma nonostante la superiorità numerica si rivela essere ancora una volta un compito arduo; non è mai saggio sottovalutare la ferocia in combattimento di questa razza nata ed allevata per la guerra. Aelfwyne subisce ingenti ferite e un paio di profondi tagli sul torace sanguinano copiosamente. Vuduin manca un clamoroso tiro con l’arco e la sua freccia colpisce il guerriero alle spalle, aggravando ancor di più la situazione. Impegnata sul lato opposto della sala, in seguito ad un colpo molto duro, la maledizione della Licantropia prende il sopravvento su Morwen, che in pochi istanti si tramuta in Morwen-lupo. Il malcapitato orco dinnanzi a lei viene letteralmente dilaniato e fatto a pezzi: prima un morso a fauci spalancate quasi gli frantuma il cranio e poi una poderosa zampata gli trancia la gamba, facendola volare vicino all’Hobbit. Goffredo riesce a malapena a resistere al terrore e a tenere la posizione salda.
La scena è raccapricciante e dopo che Goffredo uccide con un colpo secco alla tempia l’orchetto colto alle spalle, tutti insieme si affrettano a ritirarsi, pronti a sbarrare le porte della stanza per paura che la furia famelica di Morwen si abbatta su di loro. Il Licantropo però mostra una forza sovraumana: sfonda la porta puntellata da un tavolo e difesa da Aelfwyne e Goffredo senza troppi sforzi.

I due fuggono, seguiti da Vuduin e Lutholinnad, e per loro fortuna Morwen-lupo preferisce consumare ciò che resta dei copri dei tre orchi piuttosto che lanciarsi all’inseguimento. Sarà infine Lutholinnad qualche minuto dopo, con un incantesimo di Sonno a placare la bestia permettendo a Morwen di riacquisire le sue sembianze di donna.
Non c’è tempo per guardarsi troppo intorno, così la decisione è di tentare la ricerca di un passaggio nascosto che porti al piano superiore, le Sale Principali, che a detta di Goffredo sono il livello principalmente frequentato da Gorga, i suoi uomini ed il resto degli orchi capitanati da Grignak. Coltivando la speranza di individuare un accesso inosservato, si imbattono in una stanza occupata in un passato remoto da un curatore. Ne resta ormai poco, a parte qualche appunto ingiallito dal tempo e numerosi vasetti, ampolle e strumenti inutilizzabili.
Quattro piccole giare sono ancora intatte e vengono ispezionate dall’animista. Dopo circa dieci minuti di minuzioso ed attento studio, Morwen apprende che si tratta di una polvere nera ottenuta dalla macinazione della corteccia di Taynaga, una conifera che cresce in questi climi, tra boschetti isolati nelle lande spoglie del Rhudaur del nord.
La polvere è un potente veleno (livello 8), da utilizzare con molta cautela. La stanza non contiene null’altro di interessante, dunque il gruppo di avventurieri esce ed abbandona la stanza.
Superata una larga porta a doppia anta, si addentra in un lungo ed ampio corridoio.
