17/03/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)
Il gruppo decide di attardarsi nella rocca per approfondire la conoscenza di quel luogo, esplorarne gli anfratti più nascosti e scoprirne i suoi segreti dimenticati. D’altronde Thurl ed i suoi uomini si dimostrano ospitali e a loro modo riconoscenti per averli aiutati a sbarazzarsi dell’intruso Ar-Gûlar. Con pazienza riescono a forzare serrature ed accedere a stanze di livelli inferiori dove strani oggetti e tesori esotici attendevano solo dei nuovi possessori da irretire: oltre a molte armi comuni, trovano monete d’oro (circa 150), un prezioso anello in Mithril, dei corpetti di cuoio magici di cui uno marchiato a fuoco con la testa di lupo, una cintura in cuoio nero con la fibbia in bronzo richiamante anche questa una testa di lupo stilizzata, un arco e delle frecce magiche, un lungo bastone nodoso di quelli che i maghi usano per accompagnare i loro passi.
Esplorando la rocca in ogni suo angolo, si accorgono che il primo piano interrato nasconde forse una stanza senza accesso di notevoli dimensioni; la brillante intuizione di Aelfwyne scaturisce da una attenta osservazione di tutti i piani della rocca, identici tra loro in forma e dimensioni, mentre in questo piano la asimmetria appare evidente verso la parete Nord. Con piglio e lavoro instancabile il gruppo inizia a scavare con i pochi attrezzi a disposizione nella dura pietra granitica del muro. Impiegheranno ben sette giorni, dando fondo a tutte le loro capacità fisiche e magiche per aprire un piccolo cunicolo di 60 centimetri di diametro e lungo un metro e mezzo che gli consentirà di entrare nella stanza buia, perlomeno alle due ragazze dalla corporatura più snella e minuta.
Ciò che trovano oltre è una camera da letto, con un baldacchino in legno intarsiato, un letto ben tenuto ed ordinato, un mobilio scarno ed uno scaffale vuoto. Ai quattro angoli della stanza vi sono altrettante statue in legno scuro che rappresentano delle figure leggendarie metà donna e metà aspide. Terrificanti ricordi balenano nelle menti di Morwen e Lutholinnad (vedi SESSIONI 11 – 16).
Oltre le statue, la stanza contiene quattro grandi forzieri di legno ben chiusi. Dopo un lungo cercare e sempre con un occhio attento alle statue, Morwen scopre che dietro lo scaffale si nasconde un passaggio segreto ed una tortuosa scala a chiocciola che sale verso l’altro fino alla libreria nell’ultimo piano della rocca.
Il passaggio nascosto consente anche al resto del gruppo di accedere alla stanza, senza dover fare ricorso al cunicolo scavato nella dura pietra. Appena entrati, le figure rappresentate dalle statue sono immediatamente riconosciute da Aelfwyne e Yus’ath: la Lámia è una creatura che spaventa il sonno di parecchi avventurieri nelle terre da cui provengono. Toccando una delle statue Yus’ath percepisce l’aurea di magia che emana e mette tutti in guardia. Nonostante lo scopo della presenza di questi manufatti magici sia facilmente intuibile, la decisione è quella di armarsi e prepararsi al peggio: Aelfwyne cosparge una delle statue con abbondante olio da lanterna e appicca il fuoco con una torcia.
In un battito di ciglia la statua si anima, gli occhi spalancati e malvagi puntano diretti sull’intruso. Allo stesso tempo le altre tre statue si trasformano in bestie fatte di carne, artigli e zanne, gettandosi su chi a loro più vicino. Lo scontro nella piccola stanza infuria, ma gli incantesimi di Morwen e Yus’ath hanno poca influenza sulla volontà delle creature magiche. Le cose volgono al peggio poiché la statua incendiata è ormai completamente avviluppata dalle fiamme: la creatura combatte in preda al furore lanciando urla stridule di terrore e dolore mentre la sua pelle brucia. Nel combattimento corpo a corpo con Aelfwyne questa gli causa profonde ustioni sulla schiena, sul viso e sulla testa. Il guerriero è accecato dal fuoco e dal fumo.

Morwen vede la disperazione negli occhi degli compagni e dopo aver respinto con spada e scudo due artigliate della Lámia dirette al suo collo, con un gesto rapido, afferra e lancia la Pietra del Sole al centro della stanza: un bagliore sovrannaturale invade la stanza. Tutti i sono investiti dal Baleno che scaturisce dall’oggetto magico ed accecati…ad eccezione di Yus’ath.
