27/04/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)
Aelfwyne e Vuduin sono tra i primi a guidare l’esplorazione nella tana. Se dell’elfa non vi sono più tracce da almeno dieci minuti esiste la concreta possibilità che sia stata catturata e che si trovi ora in pericolo di vita. Sinistre e profonde voci gutturali in Linguaggio Nero provengono dall’oscurità della grotta: lanci di pietre, insulti osceni e frasi di scherno, con un occhio di riguardo verso i tanto odiati nani, non vengono risparmiate per attirarli all’interno.
Una volta dentro, dopo aver studiato nel buio fitto della caverna la situazione alla fioca luce di una torcia, una roccia saetta nell’aria e colpisce da dietro Vuduin ad una gamba, gettandolo a terra dolorante. L’elfo prepara il suo arco, mentre si trascina dolorante per trovare riparo dietro a un grosso masso. A quel punto ci si prepara al peggio poiché lo scontro aperto sembra ormai inevitabile; mentre sulla sinistra Aelfwyne e il nano Borin ingaggiano uno dei Troll venuto allo scoperto, Vuduin tenta di rispondere con il suo arco al secondo Troll che lo ha quasi messo fuori combattimento.
Morwen e Yus’ath attendono qualche istante per decidere come possa la magia aiutare al meglio i propri compagni.
L’urlo che però proviene dalle retrovie, dove si trovano Digor e Nari, fa raggelare il sangue di tutti gli altri: “Troooollll !!”, urla Nari.

Un terzo ed inaspettato nemico sopraggiunge dall’esterno della radura, sorprendendo Nari alle spalle e mandandolo a schiantarsi come una marionetta contro la parete con un colpo poderoso. Il nano si affloscia a terra incosciente.
Digor, si volta e senza remore ingaggia un duello personale con il Troll ed il suo massiccio randello. Riesce quasi a sconfiggerlo, ma l’ultimo e decisivo colpo è in favore del mostro, che gli frantuma le ossa alla base del collo e ne causa la paralisi quasi totale. Seguendo lo stesso destino dei suoi compagni prima di lui, anche Digor cade al suolo senza neanche il tempo di emettere un lamento.
Più all’interno, verso il cuore della caverna, Morwen si gira e tenta un incantesimo di Blocco sul Troll che ha appena abbattuto i due nani, mentre Yus’ath dapprima colpisce con un Dardo d’Acqua e poi crea magicamente una fitta Nube di nebbia che si espande e si frappone tra loro ed il Troll che li sta bersagliando con lanci di pietre.
Inarrestabili sono invece Borin ed Aelfwyne: combattono fianco a fianco senza risparmiarsi, trovando una intesa insperata e bersagliando il nemico con una gragnuòla di colpi devastanti. A nulla serve che il Troll spezzi il braccio a Borin con il suo martello di ferro. In pochi istanti abbattono il loro nemico, dapprima quasi decapitato dalla lama di Aelfwyne e poi finito dal colpo del martello di Borin, incurante del dolore per la ferita subita. Senza tregua, quasi in trance da combattimento, si avventano poi verso il Troll all’ingresso della tana. Questa volta lo scontro vede la creatura calare un mortale colpo sul braccio sinistro di Aelfwyne, mandando in frantumi lo scudo.
Il guerriero numenoreano ed il nano si scambiano i ruoli: Borin colpisce pesantemente il Troll ed Aelfwyne lo finisce trapassandolo con la sua spada.
Il gigantesco Troll cade all’indietro finendo fuori dalla grotta stessa. Aelfwyne incombe sul suo corpo e assicurandosi della sua morte, si erge trionfante sul corpo irsuto ed esanime.
A pochi metri di distanza da lui, giunta dopo una corsa trafelata, Lutholinnad irrompe nella radura, giusto in tempo per vedere che il Troll che stava inseguendo, giace ora senza vita sotto i piedi del suo amico Aelfwyne.
I due si scambiano un’occhiata complice: Aelfwyne può ora tirare un sospiro di sollievo vedendo che l’elfa non è caduta in realtà nelle grinfie di quelle creature disgustose e malvagie.
Ma non c’è tempo di festeggiare, poiché passi minacciosi rimbombano dal fondo dell’antro, e già mettono in allerta Vuduin, Morwen e Yus’ath.
