18/05/2021, ANNO 448QE, Ninui (2)

Terminata la battaglia, la sera cala e il gruppo decide di arroccarsi all’interno della tana ormai “ripulita” dai suoi spiacevoli inquilini. Morwen rimette in piedi Lutholinnad preparandole una lozione di Arfandas (ICE #8006 TREASURES OF MIDDLE-EARTH, pag.118) e una fasciatura che dovrà portare sulla ferita al capo per almeno due settimane. Con l’uso della magia riesce a curare Digor, mentre le ferite subite da Nari vanno molto oltre le sue abilità.
All’indomani i nani sono incoraggiati a prendere il forziere sottratto ai Troll con tutte le ricchezze contenute e dirigersi con un mulo ad Herubar Gûlar, dove potranno trovare un luogo sicuro per recuperare le energie e se vorranno, stabilirsi per dare inizio a una nuova vita. Persi i compagni Borin e Dralin, Digor accetta volentieri (Nari purtroppo è ancora incosciente) e la prospettiva d’iniziare una nuova vita lo spinge ad accettare di buon grado. Le loro capacità ed esperienza saranno utili nell’avviare le attività di estrazione dei metalli della regione (rame ed oro), le cave di granito e sicuramente per instaurare interessanti scambi commerciali con la loro piccola cittadina di Hadramkath (Montagne Nebbiose).
Il gruppo impiega l’intera giornata per esplorare ogni cunicolo ed anfratto della grotta. Ci sono delle rozze scale intagliate nella pietra che scendono per 2 metri nel terreno, ma il cunicolo è bloccato da una frana. Nonostante si cerchi di liberare il passaggio, il materiale da rimuovere sembra interminabile e dopo ore e ore di lavoro tutti si arrendono. Che possa essere un passaggio sotterraneo verso Cameth Brin? Cosa voleva veramente indicare Eliacar nel sogno vissuto da Aelfwyne e Morwen (vedi SESSIONE 61)?
Yus’ath ha una accesa discussione con Lutholinnad sul fatto che ancora una volta sia stato perso tempo prezioso. La ragazza, con un atteggiamento non molto consono alla sua indole placida, amichevole ed accomodante, che tutti i suoi compagni hanno imparato ad apprezzare, non manca di schernire il compagno con arroganza e saccenza. Per fortuna gli animi si placano.
Nel frattempo Vuduin, stizzito per questa giornata spesa alla ricerca di indizi “fantasma”, scopre nella neve all’esterno le tracce lasciate dal gruppo che tre giorni prima ha sottratto 2 dei 3 forzieri, convincendo così i compagni a seguire una traccia concreta piuttosto che i vaneggiamenti di Morwen ed Aelfwyne.
Lasciata la caverna del Troll con qualche moneta in più e la riconoscenza dei nani, gli avventurieri con il bambino Gwal, si mettono in cammino verso Cameth Brin seguendo ancora una volta le indicazioni dell’Elfo. Riescono ora a vedere l’alto sperone di roccia su cui si trova la piccola fortezza, dove si erge la torre mozzata e diroccata di Tir-Barad-Tereg. Quello dunque è il luogo che secoli prima fu teatro dell’ormai noto Disastro. Mentre il gruppo sta seguendo la sponda pietrosa di uno dei molti piccoli corsi d’acqua che scorrono nella regione, è messo in allerta: poco lontano un piccolo gruppo di Orchi è seduto presso un bivacco, dove su un fuoco accesso sta arrostendo della
carne. Quando Vuduin si avvicina ancora un po’ senza far rumore, finalmente riesce a vedere gli Orchi e a sentirne le voci. E’ noto che gli Orchi mangiano perlopiù carne
cruda perciò è poco probabile siano stati loro ad accendere il fuoco. Vuduin trova risposta nel momento in cui avvicinandosi “in avanscoperta” nota i corpi distesi a terra di tre Uomini dei Colli trucidati barbaramente.
Tornando indietro conduce Lutholinnad nello stesso luogo, così che possa cercare di capire cosa sia accaduto ascoltando la discussione tra gli Orchi; quello che è successo è che c’è stata una lite per il possesso di una collana d’argento presa dagli Uomini di Gorga dalle casse dei Nani. Questo fatto è importante poiché fa intuire a Lutholinnad che le tensioni tra Orchi e Uomini dei Colli circa i bottini non sono scemate. Ascoltando la conversazione l’Elfa carpisce anche un importante frammento pronunciato dal capo banda: “Grignak costringerà Gorga ad ascoltarlo…”.
Qualcosa sta covando e la misura tra Orchi e Uomini sembra ormai colma.
Spartito il bottino recuperato dai cadaveri, la pattuglia di sei Orchi si separa: i loro leader con altri tre Orchetti si dirige verso Cameth Brin mentre i restanti due restano di sentinella, nel caso i nani dovessero farsi vivi di nuovo.
A questo punto i gruppo sceglie di attaccare i due Orchi. Sfruttando la loro superiorità numerica e l’effetto sorpresa, in pochi istante hanno facilmente la meglio e riescono a catturarne uno vivo.
Con la lama alla gola spinta nella carne da una torva Lutholinnad, l’Orco lascia intendere che il loro compito è ormai giunto quasi al termine, il tesoro recuperato e finalmente Grignak ristabilirà le giuste gerarchie tra Orchi e Uomini dei Colli. Lutholinnad, finge di essere al corrente della faida e minacciando l’Orco, lo lascia fuggire facendogli intendere che gli Uomini dei Colli non staranno a guardare e anzi agiranno contro Grignak e i suoi Orchi molto prima di quanto loro si aspettino.
Con l’inganno e l’imbroglio, il seme della discordia è stato piantato e la lotta intestina tra le file nemiche fomentata dall’Elfa.
